Il presidio
Cavalli morti, s’indaga su iniezioni di aria
È una delle ipotesi che spiegherebbe l’assenza di riscontri dalle autopsie sui dodici decessi di animali dalla fine del 2018
VOLTERRA. Dodici cavalli morti e nessun colpevole a distanza di dieci mesi. Sulle morti indagano i carabinieri forestali ma in tutto questo tempo e dopo le autopsie le indagini sono ancora al punto di partenza.
L’autopsia sui primi 9 cavalli aveva evidenziato tracce di un batterio che poteva essere legato all’acqua bevuta dai cavalli. Ma poi questa ipotesi è stata ritenuta come non la possibile causa della morte. Certo è che finora non sono state trovate tracce di veleno in alcuno degli animali trovati morti. Se deve essere creduta l’ipotesi, che fa presente Sonny Richichi, il presidente dell’Italian horse protection (Ihp) che gestisce il centro di recupero per cavalli maltrattati o abbandonati, cioè dell’uccisione dolosa, come un atto mirato per colpire l’associazione, le indagini potrebbero presto essere indirizzate verso altre strade.
I cavalli potrebbero essere stati uccisi con iniezioni di aria in modo da provocare agli animali un’embolia? Se così fosse l’autopsia per questo motivo non ha finora rilevato situazioni di avvelenamento o anomalie.
I carabinieri forestali cercheranno di verificare un’altra possibilità. Fino a quando i cavalli restano nei recinti non muoiono. Quando invece escono poi vengono trovati senza vita. Difficile dire se questo possa essere collegato a qualcosa che mangiano e diventa per loro fatale. Finora anche i controlli in questa direzione non hanno portato a nulla.
I carabinieri forestali, così spiegano, si sono affidati agli organi tecnici per le analisi. Come polizia giudiziaria attendono qualche riscontro oggettivo per valutare la situazione.
Intanto, dall’associazione che ha sede nella tenuta di Tignano, nel Volterrano, si attendono riscontri sulle indagini batteriche, virali e tossicologiche che l’Istituto zooprofilattico hanno intenzione di avviare dopo le autopsie sui due cavalli morti tra giovedì e venerdì. La speranza è che questa volta, a differenza dei casi che si sono verificati tra la fine del 2018 e il mese di marzo, si possa arrivare a ottenere elementi su cui indirizzare le indagini e capire cosa sia successo in quella parte di territorio tra Volterra e il senese.
Per il momento, però, tutto tace dagli enti preposti alle ricerche di eventuali cause da ricondurre alla morto misteriosa di dodici cavalli in dieci mesi. E il mistero di Tignano continua con mille dubbi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
