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il giallo di tignano 

Altri due cavalli morti senza un motivo

Andreas Quirici
Altri due cavalli morti senza un motivo

Continua la strage al centro di recupero: sale a dodici il numero di decessi e torna a farsi strada l’ipotesi dell’avvelenamento

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VOLTERRA. Altri due cavalli morti nel centro di recupero per equini maltrattati o abbandonati. Torna prepotentemente alla ribalta un caso su cui l’attenzione si era spenta dopo il grande clamore suscitato all’inizio dell’anno, quando era stata diffusa la notizia di otto animali morti tra Capodanno e i primi giorni del 2019 e che ne aveva visto morire un altro, in circostanze analoghe a distanza di poche settimane. In tutto erano nove i decessi noti e senza ancora una causa, malgrado gli esami e l’interessamento di Asl, Istituto zooprofilattico e vari laboratori italiani e stranieri specializzati. Su un decimo decesso, che inizialmente sembrava di tipo naturale, è stato chiamato a esprimersi ancora una volta l’Istituto zooprofilattico, senza che però siano emersi elementi per indirizzare l’indagine verso una direzione certa. E ora queste due nuove morti che hanno riguardato cavalli in buone condizioni di salute.

La notizia arriva dall’associazione Italian horse protection (Ihp) che gestisce la struttura di Tignano, vicino a Volterra. «Due cavalli sono stati trovati morti nel centro di recupero – dicono da Ihp – il primo nel tardo pomeriggio di giovedì 17 ottobre, il secondo nel primo pomeriggio di venerdì 18. Entrambi i cavalli erano in buone condizioni di salute e appartenevano allo stesso branco; sono stati trovati al pascolo, in diversi punti lontani tra loro».

Dopo i primi nove casi, i cavalli erano stati messi al riparo da eventuali pericoli di avvelenamenti o contaminazioni dei terreni. Di notte dormivano in stalle, mentre il giorno venivano fatti stare in recinti. Il tutto in attesa di capire se ci fossero indicazioni sulle cause delle morti in serie. In assenza di riscontri dalle istituzioni, i responsabili del centro hanno riportato la situazione allo stato originario, in maniera graduale: cavalli liberi di pascolare per la tenuta volterrana. Questi due nuovi decessi, però, rimettono tutto in discussione e torna a farsi strada l’ipotesi che si possa trattare di avvelenamento o di una sostanza tossica presente nel terreno o nella vegetazione.

La ditta Petracchi di Livorno prenderà in carico i cavalli morti negli ultimi due giorni con i veterinari dell’Istituto zooprofilattico che effettueranno le autopsie prima dello smaltimento. «All’inizio dell’anno erano state 9 le morti improvvise senza spiegazione – riprendono dal centro di recupero –. Su un decimo decesso a luglio era stato richiesto l’intervento dell’Istituto zooprofilattico, che però proprio una settimana fa aveva escluso si trattasse di avvelenamento. Resta però anche per questo caso ignota la causa».

«La causa delle morti è senza spiegazione. La tutela dei cavalli è la nostra priorità – dice Sonny Richchi, presidente di Ihap –. E malgrado tutti gli sforzi, abbiamo bisogno di aiuto, di indagini approfondite e celeri e di risposte per porre fine a questa strage. Rinnoviamo l’appello alle istituzioni affinché ci supportino nella ricerca delle cause. Non possiamo accettare che queste morti restino senza risposta». —

Andreas Quirici

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