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Due indagati per la morte dell’operaio che puliva i terreni al metanodotto
SAN MINIATO. Ci sono due indagati per la morte di Antonio Domante, 57 anni, originario di Favara in provincia di Agrigento, che è rimasto schiacciato dal mezzo agricolo con cui stava pulendo i terreni intorno all’oleodotto e al metanodotto a San Miniato per conto della ditta di cui era dipendente, la Igo&M che opera in subappalto per Eni.
Gli indagati sono Sandro Pietrangeli, romano, legale rappresentante della Igo&M (difeso dall’avvocato Giulia Bongiorno, senatrice della Lega ed ex ministro per la pubblica amministrazione) e il collega di Domante, Ion Lupasco, originario della Moldavia, ma residente a Verona.
Lunedì sarà effettuata l’autopsia sul corpo del cinquantasettenne all’istituto di medicina legale di Pisa, come disposto dalla Procura. Un passaggio fondamentale per dare seguito alla vicenda che vede i familiari della vittima rappresentati dagli avvocati Laura Deri e Matteo Baldacci.
L’incidente mortale risale a mercoledì 9 ottobre ed è accaduto in una zona di campagna vicino a San Miniato. A dare l’allarme è stato proprio il collega di Domante che è stato a sua volta soccorso dal personale del 118 a causa dello choc subito.
Un fatto gravissimo che ha richiamato vigili del fuoco, carabinieri e operatori dell’igiene e sicurezza dell’Asl Toscana centro, chiamati ad appurare eventuali irregolarità nell’attività di pulizia dei terreni affidata da Eni alla ditta Igo&M, azienda con una lunga esperienza tecnica e organizzativa nella gestione e manutenzione nel settore Oil e gas. —
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