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«Tornino in carcere i maestri di Corano arrestati a S. Croce»
SANTA CROCE. Per la Procura devono tornare in carcere i tre senegalesi che sono accusati di avere insegnato il Corano a bambini e adolescenti al suono di bastonate e percosse. Due erano finiti in carcere, il terzo ai domiciliari.
È stata discussa nei giorni scorsi al tribunale del riesame di Firenze la richiesta della Procura di Pisa dopo che il Gip aveva accolto le richieste del difensore dei tre indagati, avvocato Alessio Righini, e aveva liberato i tre senegalesi con l’obbligo di stare lontani dalla scuola che nel frattempo è stata chiusa dalla stessa associazione che la gestiva. Il Riesame si è riservato di decidere. Tutti e tre sono accusati di maltrattamenti su minori. La prima segnalazione dei maltrattamenti messi in atto in una scuola di Corano a Santa Croce risale al 2017. Poi Telefono Azzurro ne ha ricevuta una più dettagliata e riguardava i maestri del centro islamico aperto in via Michelangelo nella cittadina del Valdarno. Accuse mirate e preoccupanti che hanno portato la polizia di Pisa, nel giugno scorso, a indagare a fondo su quello che succedeva nella scuola. . Vittime dei maltrattamenti sono minorenni, bambini e adolescenti. Polizia e Procura si sono attivate, le intercettazioni ambientali hanno documentato, con l’impiego di telecamere, le accuse.
La posizione più grave è quella del maestro di 43 anni, indicato come la guida spirituale, il maestro di Corano. Più defilate sarebbero le posizioni dei due collaboratori dell’insegnante di Corano che sostengono di avere avuto un ruolo marginale nell’educazione dei bambini e dei ragazzi che frequentano la scuola.
In ogni caso, spiega l’avvocato Righini, tutti sono stati allontanati dalla scuola. –
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