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Semina collettiva con 250 persone per salvaguardare le colture locali

Semina collettiva con 250 persone per salvaguardare le colture locali

L’evento si è svolto all’azienda Il Cerretto di Pomarance Si potrà tornare al campo e seguire la crescita dei cereali

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POMARANCE. Si sono dai appuntamento in 250 all’azienda agricola Il Cerretto di Carlo Boni Brivio a Pomarance. Tutti con l’obiettivo di partecipare all’evento “Seminare il futuro!”, manifestazione nata in Svizzera nel 2006 che si ripete di anno in anno coinvolgendo varie parti del mondo e che ha visto il pomarancino come zona di riferimento per la costa toscana nella celebrazione del 2019.

Una semina collettiva per un gesto simbolico per sensibilizzare le persone sul tema della provenienza del cibo e del futuro dell’agricoltura, sottolineando, grazie ad una proposta originale e coinvolgente, in cui viene sottolineata l’importanza della sovranità alimentare locale e la consapevolezza che i semi biologici e biodinamici rappresentano una vera opportunità.

Coldiretti Pisa ha partecipato alla giornata con un proprio punto informativo. «Ricordiamo l’importante traguardo raggiunto con la petizione Stop cibo anonimo – dicono dall’associazione – Oltre 1,1 milioni di firme sono state raccolte entro il 2 ottobre. Ora l’Unione Europea dovrà pronunciarsi sulla richiesta dei cittadini sull’obbligo di indicazione dell’origine degli alimenti in etichetta».

Una giornata di festa, all’azienda agricola Il Cerretto dove i partecipanti che lo vorranno potranno vedere da vicino lo sviluppo di ciò che è stato piantato, tornando a Pomarance sul campo distinto dallo striscione firmato e osservare la crescita dei cereali seminati sino al momento della trebbiatura.

Dopo la semina si sono svolti un pranzo un dibattito dal titolo “Un seme per il cambiamento” con gli interventi di Alberto Masoni del Dipartimento di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari ambientali e forestali dell’Università di Firenze, che ha illustrato i progetti innovativi dell’azienda agricola Il Cerreto sui metodi di coltivazione e le colture in previsione dei cambiamenti climatici futuri. Spazio anche alla riflessione su agroecologia ed agricoltura biologica, con il contributo di Paolo Barberi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e sulle attività di ricerca della Fondazione Seminare il Futuro, esposte dalla direttrice Federica Bigongiali. Presente anche presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi che ha fatto il punto sulla filiera agroalimentare biologica italiana.

Un tema, quello dell’agricoltura, che in Valdicecina è da sempre molto sentito e che di recente ha visto anche la firma di un protocollo d’intesa tra associazioni e amministrazioni comunali per la nascita di un vero e proprio distretto rurale con cui dare sviluppo a un settore molto importante per l’economia della zona. —



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