«Io estraneo a quell’aggressione ora racconto l’incubo con il rap»
Pagano aveva trascorso la serata con la ragazza di Fucecchio trovata nel parco in gravi condizioni: «Quelle 15 ore in commissariato un terremoto nella mia vita»
FUCECCHIO. Una canzone per gridare al mondo la sua innocenza ed estraneità ai fatti di quella maledetta notte del 14 ottobre 2017 quando una ragazza fucecchiese, allora diciassettenne, dopo una notte di divertimento in un locale, venne aggredita alle prime luci del mattino al Parco dell’Ambrogiana di Montelupo Fiorentino da uno sconosciuto, successivamente individuato e condannato.
È la storia del 21enne certaldese, Francesco Pagano, che oggi, a distanza di due anni da quella notte racconta in una canzone rap quei momenti che gli hanno cambiato la vita. Lui che, mai finito sul banco degli imputati, è stato però oggetto di accuse e chiacchiere in paese che lo hanno profondamente sconvolto. Il titolo di questa canzone “È così che parlo io” è la storia di quel 14 ottobre 2017 e oggi, nel primo pomeriggio, sarà disponibile in rete.
Francesco è nato ad Aversa, in Campania. Terra che lo ha accolto solo per qualche anno prima di trasferirsi a Certaldo, assieme alla sua famiglia. Qui ha svolto tutto il percorso scolastico, cullando la sua passione per la musica, la stessa che gli ha permesso di dar vita al suo album “Self Made” che molto presto, forte di sette canzoni già registrate, prenderà vita.
Pagano adesso lavora a Montaione, in un panificio, e come tante serate di un fine settimana aveva deciso di andare a divertirsi con gli amici. Una serata al Jump, fra divertimento e musica, dove aveva conosciuto poco tempo prima la diciassettenne fucecchiese, grazie ad alcuni suoi amici. I fatti di quella notte sono stati poi ricostruiti chiaramente (vedi box).
Ma quell’episodio ha cambiato in qualche modo anche la vita di Francesco Pagano: «Sono stato in commissariato per 15 ore, interrogato ed ascoltato, raccontavo la mia serata in balia dell’angoscia per la paura di non trovarla. Non avrei mai immaginato cosa sarebbe accaduto poco dopo» spiega Pagano.
Lui che sin da subito si era dichiarato estraneo a fatti. In quel paese che lo ha accolto da piccolo, tante chiacchiere, alcune delle quali sapevano di sentenze, come se il giovane Francesco fosse fra gli autori di quella notte di terrore e sangue al parco dell’Ambrogiana di Montelupo Fiorentino. «Improvvisamente la mia vita sembrava cambiata e anche in famiglia non è stato facile gestire la situazione. Ho sofferto, forse i miei genitori ancora di più». Una vera e propria scossa di terremoto, lo stesso appellativo che Francesco si è dato “Magnitudo 9.8”. Perché Pagano ama la musica e in quella sala di registrazione, allestita nella sua abitazione, ha ricevuto il supporto di tanti amici. Oltre alla canzone c’è anche il video che è stato registrato in quegli spazi dove si ripercorre tutta quella notte.
«Il messaggio che voglio lanciare in queste note è un segnale di libertà. Racconto tutti i momenti che ho vissuto sulla mia pelle quel 14 ottobre e i momenti successivi che ne sono scaturiti». Una sirena, un segnale di pericolo e una breve rassegna stampa di quella notte e poi al via il racconto di quella notte. La sua canzone sarà disponibile su YouTube, Facebook e SoundCloud come artista Magnitudo 9.8 ed è la prima di un album che uscirà prossimamente. —
Giacomo Bertelli
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