Il Tirreno

Pontedera

Santa Maria a Monte 

Chiuso tomaificio fantasma era sconosciuto al Fisco

S. C.
Chiuso tomaificio fantasma era sconosciuto al Fisco

L’imprenditore aveva preso a lavorare, al nero, due operaie. Rischia  una sanzione da oltre 20mila euro. Bolle e documenti trovati tra i rifiuti

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SANTA MARIA A MONTE. Era completamente sconosciuto al Fisco. Almeno così lui credeva. In realtà la guardia di finanza teneva d’occhio da tempo il 60enne di Santa Maria a Monte che nella sua carriera di imprenditore del settore del cuoio aveva aperto e chiuso più aziende. E di conseguenza aperto e chiuso anche numerose partite Iva, più facili da controllare per l’Agenzia delle entrate. Troppi movimenti sospetti e qualche passo falso hanno portato i finanzieri ad incrociare sulle strade della provincia i mezzi che trasportavano materiali per conto di una delle ultime ditte, un calzaturificio, che l’imprenditore aveva aperto nella zona di Santa Maria a Monte quasi al confine con Castelfranco di Sotto.

L’attenzione delle fiamme gialle nell’azione di contrasto all’economia sommersa è costante, come ha tenuto a ricordare la guardia di finanza stessa, e così quando si è cominciato ad avere sospetti sull’azienda fantasma gli uomini delle Fiamme Gialle della Compagnia di San Miniato hanno deciso di andare a fondo della questione.

Hanno quindi avviato una un’attività ispettiva, che si è conclusa in questi giorni, nei confronti del calzaturificio tenuto da tempo sotto osservazione, a causa appunto delle anomalie che avevano rilevato durante i servizi di controllo del territorio effettuati sulle strade e ai mezzi dell’azienda. Ed è stato proprio quando sono arrivati nella sede dell’azienda che i finanzieri hanno trovato quello che cercavano. In mezzo alle tomaie e ai ritagli di cuoio i militari delle fiamme gialle, grazie al ritrovamento di una contabilità parallela abilmente occultata all’interno di scatole contenente scarti di lavorazione, ricostruito il reale volume d’affari dell’imprenditore. Bolle di accompagnamento, annotazioni e rendicontazioni varie, hanno permesso di scoprire che il calzaturificio che lavorava in contoterzi per altre aziende e produceva tomaie era attivo dal 2014-2015 anche se il Fisco non lo conosceva. Il titolare non aveva mai presentato denunce dei redditi e di conseguenze anche le tasse erano per lui oggetti sconosciuti, stando a quello che è stato spiegato dai finanzieri.

Invece i redditi percepiti e nascosti dall’imprenditore per ben quattro anni sono stati quantificati in oltre 180 mila euro. Sarà in seguito la stessa Agenzia delle entrate a chiedere al 60 enne le somme su cui avrebbe dovuto pagare imposte e Iva.

I militari, nel corso dell’ispezione, hanno trovato anche lavoratrici al nero. Stavano nella fabbrica ma anche loro erano senza alcun tipo di copertura assicurativa. Le due operaie, assunte al nero senza che venissero loro pagati contributi e senza le necessarie comunicazioni a Inps e Inail, sono state trovate ad assemblare tomaie.

Il datore di lavoro, oltre al pagamento di quanto dovuto al Fisco, si è visto sospendere l’attività (è previsto quando sia riscontrato l’impiego di personale irregolare pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro) e la maxi-sanzione per l’utilizzo di manodopera al nero. Sanzione che potrebbe superare anche i 20mila euro. –

S. C.

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