Italia
Campagna sui social contro le fake news
MILANO. L’inizio dell’anno nuovo segnerà una sorta di momento storico per il mondo conciario. Nei primi mesi del 2020, infatti, inizierà una campagna di comunicazione commissionata dall’Unione nazionale industria conciaria (Unic) ad un’agenzia internazionale per combattere le fake news nate sui social network e in grado di danneggiare non poco il comparto, a cominciare da chi concia pelle destinata alle auto.
«C’è bisogno di una risposta – ha detto Fulvia Bacchi, direttore generale di Unic – perché oltre al danno evidente che molte aziende hanno subìto ultimamente, la pelle italiana va difesa e va fatta comprendere proprio a chi la utilizza. I consumatori non hanno la percezione del lavoro e della filosofia che sta dietro all’attività delle concerie. Non basta dire che la pelle conciata è uno scarto della macellazione e che nessun animale viene ucciso per realizzare borse, scarpe o cinture. Serve individuare i giusti canali per comunicare il mondo che sta dietro alle collezioni sulle passerelle delle griffe».
Per fare questo, Unic ha individuato Spring Studio, con sedi a Londra, New York, Italia e presto anche in Cina, che intanto ha cominciato a intervistare consumatori in vari Paesi europei e negli Stati Uniti. «Sta emergendo una grossa disinformazione – ammette Bacchi – ma anche temi a cui le persone tengono molto e che saranno oggetto della campagna. L’idea è di parlare a un pubblico giovane, puntando quindi a social network e piattaforme digitali». —
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