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Pontedera

il sindaco in visita alle concerie 

Lineapelle, il piano-Spinelli: «Da sola non è più “rock”, serve l’anteprima a Firenze»

Marco Sabia
Lineapelle, il piano-Spinelli: «Da sola non è più “rock”, serve l’anteprima a Firenze»

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FUCECCHIO. Puntare sulla circolarità (e sulla sostenibilità) del comparto conciario, avviare gli studenti ad un futuro nel distretto (come dipendenti o come imprenditori) e rendere più moderna e “rock” la fiera: a parlare è il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, che ieri si è recato a Lineapelle (nel giorno dell’apertura) per visitare l’annuale esposizione del meglio dell’industria conciaria italiana (di cui fa parte il distretto del cuoio). Un viaggio a Milano nato sì per incontrare gli imprenditori fucecchiesi ma anche per mettersi in contatto con realtà ritenute strategiche per il futuro della pelle: «Di solito – spiega il sindaco – si va a Lineapelle l’ultimo giorno, per tracciare un bilancio. Ma quest’anno ho voluto anticipare per visitare uno stand nuovo, dedicato alla circolarità dell’economia conciaria. È fondamentale ribadire che da un prodotto di scarto – la pelle della mucca verrebbe buttata via – nascono prodotti di grande lusso, che portano il nome del distretto nel mondo. E la nostra conceria è un modello di riferimento per l’economia circolare nel mondo, visto che usa energia rinnovabile e cerca di non buttare niente del proprio processo produttivo; senza dimenticare che nelle concerie vengono recuperati prodotti di scarto provenienti da altre industrie».

Ma non finisce qui, perché Spinelli guarda al futuro del distretto: «Dobbiamo garantire il ricambio generazionale, per evitare che nel futuro si disperda tutto questo sapere. Per questo motivo ho incontrato il presidente della stazione sperimentale delle pelle di Napoli Edoardo Imperiale insieme al direttore Graziano Balducci (conceria Antiba), per intavolare una collaborazione che porti i nostri ragazzi nelle concerie, come spiegato più volte dal nostro Ivo Mancini. Perché dobbiamo pensare ad un futuro che vada oltre i nostri “vecchi”, che prima o poi giocoforza lasceranno. La stazione ha già una collaborazione col Cattaneo di San Miniato e col direttore ci siamo dati appuntamento ad ottobre per discutere di progetti con le nostre scuole medie e superiori. Il tutto, chiaramente, in aggiunta a quanto già fa il nostro Po.Te.Co, dove la stazione sperimentale ha una sede distaccata».

Spinelli, infine, riporta all’attenzione uno dei suoi “cavalli di battaglia”, cioè organizzare una fiera della pelle in Toscana (a Firenze). Ma non in sostituzione di quella attuale a Milano, bensì in aggiunta: «Lineapelle, per come è adesso, deve snellirsi e diventare più “rock”, perché rischia di non essere più al passo coi tempi. Parlando con tanti imprenditori è più volta emersa la proposta di fare una “Pre Lineapelle” in Toscana, magari 30-40 delle nostre aziende. Firenze potrebbe essere una sede ideale: è centro di cultura ma anche di moda, basti pensare che le più grandi maison sono qua, a 40 chilometri di noi. Non cambia molto essere a Firenze o a Milano: se si cerca la qualità lo si fa indipendentemente dal luogo». —

Marco Sabia

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