La Regione “bussa” a Franceschini per rilanciare la Certosa di Calci
Mozione della consigliera Pd Alessandra Nardini «Portare a compimento l'Accordo di valorizzazione»
calci. «La Certosa è uno dei luoghi-simbolo di Calci e conta su un attaccamento e un interesse che vanno ben al di là degli abitanti del Comune». Per questo motivo occorre «recuperare e portare a compimento il lavoro iniziato nel 2018 sull' "Accordo di valorizzazione" del complesso monumentale della Certosa, con particolare riferimento all'aspetto della gestione unitaria della biglietteria e del punto informativo dei due musei in esso contenuti, quello della Certosa e quello di Storia Naturale».
Lo sostiene con forza la consigliera regionale del Pd, Alessandra Nardini, che ha presentato - insieme ai consiglieri Andrea Pieroni e Antonio Mazzeo, una mozione con la quale chiede alla Regione di attivarsi nei confronti del Ministero, oggi affidato a Dario Franceschini per riprendere iol lavoro rimasto in sospeso negli ultimi mesi. «L’amministrazione calcesana si è impegnata moltissimo per la promozione di questo patrimonio culturale del territorio, coinvolgendo la Regione, il Mibact e l'Università nel trovare soluzioni a problemi persistenti - scrive Nardini - quali il bisogno di cure e di restauro, la carenza cronica di personale, il necessario rilancio del museo della Certosa, l'efficentamento della messa in rete dell'offerta museale calcesana. Su questi punti emendai io stessa una mozione in consiglio regionale e sulla gestione unitaria dei musei ci fu un impegno della vicepresidente Barni e dell'allora Ministro della Cultura Franceschini, oggi nuovamente al Governo».
«Questo impegno, interrotto durante i 14 mesi di governo giallo-verde, oggi deve riprendere» afferma la consigliera regionale.
Sul piano tecnico esiste già una ipotesi di lavoro relativa alla gestione unitaria della biglietteria dei due musei ospitati all’interno del prestigioso complesso monumentale. Inoltre segnali positivi sulla possibilità di fruire più e meglio il Museo della Certosa monumentale (oltre che quello di Storia naturale dell’Università di Pisa praticamente sempre aperto) sono recentemente arrivati con l’impiego di due unità di personale in più e il ripristino di alcune aperture. In particolare l’avvio sperimentale - con grande successo di pubblico - delle domeniche gratuite (la prima domenica del mese) con il museo aperto sia la mattina che il pomeriggio come ormai non succedeva da tempo.
Ma è chiaro che si può fare di più, come ricordato alcuni giorni fa dal direttore del museo, Stefano Aiello. E in proposito il ruolo del ministro Dario Franceschini, che già nel 2015 fu decisivo nello sbloccare le risorse necessarie per i lavori alla Certosa, con il supporto della Regione, sarà determinante. —
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