Il Tirreno

Pontedera

Bimbo rischia di essere investito in orario di scuola

Andreas Quirici
Bambini in una classe di scuola elementare (foto d’archivio)
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Bambini in una classe di scuola elementare (foto d’archivio)

Mamma di Capannoli presenta una denuncia/querela ai carabinieri «Mio figlio era da solo in strada, l’insegnante di sostegno non poteva intervenire»

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CAPANNOLI. «Mio figlio era in strada invece che in classe e ha rischiato di essere investito da un’auto». È l’accusa della mamma di un bambino che frequenta una scuola elementare dell’istituto comprensivo Sandro Pertini di Capannoli e che è seguito da un insegnante di sostegno. Parole messe nero su bianco nella denuncia/querela, presentata ai carabinieri, nei confronti dei responsabili del servizio che saranno eventualmente individuati dall’inchiesta disposta dalla Procura.

Il bambino, secondo quanto riferito dalla donna, era da solo in strada, con l’insegnante di sostegno a poca distanza, il quale si è giustificato dicendo che lo aveva portato fuori dalla scuola perché l’alunno non voleva più stare in classe. A margine della denuncia presentata ai militari dell’Arma, la donna racconta anche di un altro episodio avvenuto questa volta sullo scuolabus, con il figlio in piedi mentre il mezzo era in movimento e finito contro il vetro anteriore a causa di una brusca frenata. «Il Comune ha garantito di assegnare a mio figlio una persona ad hoc, oltre al sorvegliante dello scuolabus – racconta la mamma – il quale, quel giorno, era l’unico adulto presente».

Una situazione difficile da affrontare per una donna che ha praticamente assistito alla scena in cui il bambino è stato quasi investito da un’auto. «Mi sono accordata con i responsabili della scuola per andarlo a prendere un quarto d’ora prima del termine delle lezioni – ha detto ai carabinieri la donna – Quel giorno ho fatto come sempre. Quando sono arrivata vicino all’edificio, ho sentito urla e subito ho capito che si trattava di mio figlio. Ho cercato d’individuarlo e l’ho visto in strada, da solo. Subito dopo ho sentito la frenata di un’auto che stava per investirlo. Per fortuna non è successo, ma mio figlio si è impaurito tantissimo, tanto da sdraiarsi a terra e cominciare a urlare».

Nella denuncia/querela presentata ai carabinieri si legge anche che, in quel frangente, «non era presente l’insegnate di sostegno. Si trovava a una distanza di alcuni metri dal bambino» e, quindi, non era nelle condizioni «d’intervenire in caso di necessità».

La mamma, a quel punto, ha chiesto spiegazioni, ricevendo la risposta che, suo figlio non voleva più stare in classe e, per questo, era stata presa la decisione di andare fuori.

Superato lo spavento subìto dal bimbo, la mamma ha segnalato l’accaduto alla dirigente scolastica. Poi ha presentato denuncia/querela ai carabinieri, e si è affidata all’avvocato capannolese Barbara Giuntini del Foro di Pisa che l’assisterà in tutte le sedi.

Un periodo negativo per la famiglia, visto che pochi giorni dopo è avvenuto l’episodio sullo scuolabus. In questo caso, la donna punta l’indice sul Comune che avrebbe dovuto garantire un servizio fondamentale per il bambino. «Ho ricevuto risposte scritte da parte degli uffici comunali – racconta ancora – in cui viene ammesso il fatto che il sorvegliante specifico per suo figlio, quel giorno, non è salito sullo scuolabus. In quel momento c’era un solo adulto presente che avrebbe dovuto tenere d’occhio tanti bambini. Mio figlio si è alzato in piedi e ha sbattuto la testa sul vetro anteriore dopo la brusca frenata dell’autista. Se fosse stato sorvegliato a dovere non sarebbe accaduto. Ma se il Comune non era in grado di garantire il servizio, avrebbe dovuto avvertirmi prima, senza rischiare che accadesse qualcosa di grave».

Accuse piuttosto pesanti a cui, probabilmente seguirà un’altra denuncia/querela e che pongono l’attenzione su un tema come l’assistenza nelle scuole e che non sempre viene garantita a dovere. —

Andreas Quirici

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