Il Tirreno

Pontedera

Iniziata la stagione a san miniato 

Tartufo, stop ai campanilismi e ricerca di un brand di classe

Paolo Falconi
Tartufo, stop ai campanilismi e ricerca di un brand di classe

L’idea è stata lanciata alla cena al convento di San Francesco che ha aperto la kermesse e poi ripresa da Eugenio Giani: «Seguire l’esempio del Chianti»

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san miniato. Superato ogni campanilismo delle frazioni di San Miniato con la cena dell’altra sera nel refettorio del convento San Francesco che di fatto ha aperto la kermesse del pregiato tartufo bianco di San Miniato. Si andrà avanti, con vari eventi fino all’ultimo weekend di novembre. Archiviati i campanilismi, si diceva, come hanno fatto notare le stesse associazioni ai numerosi presenti in sala dopo aver confeziona, allestito, servito una cena a base del pregiato tubero a “dieci mani”: quelle dei volontari della Casa culturale San Miniato Basso, dell’Associazione Corazzano, del Circolo Arci La Serra, della Ruga, dell’Unione sportiva Balconevisi. “Uno per tutti, tutti per uno” nel segno della Festa del tartufo che vede ognuno in prima linea per la buona riuscita.

In queste ottica anche gli interventi, a fine serata, degli amministratori comunali e regionali. Infatti sembra si vada verso una sinergia: Luca Belcari vice sindaco di Montaione, Marco Gherardini sindaco di Palaia, Simone Giglioli sindaco di San Miniato stanno pensando a una specie di accordo delle colline sanminiatesi, vale a dire il terreno per eccellenza del tartufo bianco affinché si arrivi a un’azione comune di cui la zona non potrà che trarne benefici.

Intenzioni raccolte anche dal consigliere regionale Andrea Pironi e dal collega Antonio Mazzeo che si sono detti entusiasti di poter dare una mano a una proposta che veda protagonisti, uniti, i territori interessanti a promuovere una tale eccellenza della nostra terra. Che per il solo fatto di esserci conferma quanto essa sia incontaminata. Una sinergia tra cercatori, associazioni, imprese che da tempo, da anni, si dedicano al tartufo che trova la massima espressione nella kermesse di ottobre-novembre a San Miniato ma che logicamente non può limitarsi a questo ambito e periodo.

Ecco allora che Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale della Toscana (dove ieri si è tenuta la presentazione ufficiale della Festa), si dice pronto ad appoggiare un marchio, un vero e proprio brand che faccia riconoscere a colpo d’occhio – nella regione, in Italia, in Europa – quel meraviglioso e gustoso tuber magnatum pico che tanto successo riscontra sulle tavole. E che in 50 anni, la festa di San Miniato ha contribuito (per dirla con Delio Fiordispina, colonna della manifestazione sanminiatese insieme a Fabrizio Mandorlini) a sdoganare e a democratizzare sulle tavole e nei menù. Giani, così, fa anche un esempio: creare un qualcosa simile a cosa venne fatto per il Chianti classico quando si prese come marchio il gallo nero che era, leggende campanilistiche a parte, il simbolo della Lega del Chianti, una sorta di giurisdizione militare creata dalla Repubblica del Marzocco nel 1384 in funzione antisenese, comprendente gli attuali comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti. Insomma un marchio che faccia meglio identificare il tartufo bianco di San Miniato. Che nella cena-starter della festa è stato proposto dalle magnifiche cuoche delle varie associazioni in vario modo, partendo dagli stuzzichini, poi il carpaccio di manzo al tartufo bianco, la zuppa di cipolle e quindi i tagliolini al tartufo bianco; come secondo scaloppine al tartufo bianco con erbette saltate. E per finire non potevano mancare i cantuccini di Federico con vinsanto dei vignaioli sanminiatesi, come del resto erano stati i vini rossi e bianchi serviti a tavola.

Della serata, numerose altre personalità, a partire dall’assessore regionale al Turismo Stefano Ciuoffo, degli ex sindaci di San Miniato Alfonso Lippi e Angelo Frosini, e Daniele Fortini presidente di Ecofor. –

Paolo Falconi

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