Il Tirreno

Pontedera

in tribunale 

Condannato a 2 anni per tentata violenza su una disabile

S. C.
Condannato a 2 anni per tentata violenza su una disabile

L’uomo, che è un vicino di casa, si è sempre difeso dalle accuse. Il legale: «Sentenza ingiusta, faremo appello»

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CASTELFRANCO. Era accusato di tentata violenza sessuale aggravata. E ieri mattina in tribunale a Pisa l’imputato è stato condannato a due anni di carcere con il riconoscimento dell’attenuante di minore gravità.

Una vicenda complessa con versioni diverse e un’accusa che si sorregge sulle dichiarazioni dei diretti interessati. Il fatto è avvenuto in una zona vicina al comune di Castelfranco di Sotto ed è approdato in tribunale a Pisa circa due anni fa.

Lei, 43 anni, disabile mentale con un’invalidità del 75 per cento, ha raccontato di essere stata molestata dal vicino di casa.

Lui, un uomo di circa 50 anni, ha sempre respinto ogni accusa dicendo di avere incontrato la donna, in quanto sono vicini di casa, ma di non avere fatto niente di male. E soprattutto, giura di non aver mai messo piede nell’appartamento del condominio in cui vive la parte offese, al centro di un procedimento aperto per la tentata violenza, perché secondo chi ha svolto le indagini ci sono elementi per poter dire che l’uomo ha toccato la disabile, che per questa sua condizione non è in grado di difendersi, nelle parti intime. .

Le accuse hanno retto in fase di udienza preliminare, tanto che l’uomo era stato rinviato a giudizio con la pensante accusa. La donna non si è costituita parte civile. Anzi, non lo ha proprio denunciato. Il caso è nato dai racconti di persone che hanno raccolto le sue confidenze.

Tutto è nato infatti, da quanto è emerso, dalle ammissioni della disabile durante le ore trascorse nel centro diurno in cui passa le giornate. Gli operatori in tempi diversi hanno raccolto le sue dichiarazioni girandole alle forze dell’ordine. In passato era già capitato che la 43enne riferisse agli operatori del centro di essere stata oggetto di attenzioni sessuali da parte di uomini. Un po’per le sue condizioni, un po’per le circostanze in cui erano avvenuti i fatti, i racconti della disabile non erano arrivati a queste conseguenze.

Ieri mattina c’è stata la lettura della sentenza del secondo collegio penale e l’uomo è stato condannato.

«Presenterò sicuramente Appello – ha detto l’avvocato Caterina Baroni, legale dell’imputato – la ritengo una condanna ingiusta. Aspetterò la motivazione tra trenta giorni, sono certa che ci saranno spazi per appellarla». –

S. C.

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