Il Tirreno

Pontedera

lotta allo spaccio 

Pusher in fuga nei boschi ferito il carabiniere che l’arresta

S.C.
Pusher in fuga nei boschi ferito il carabiniere che l’arresta

Era ad attendere gli acquirenti nella macchia della zona delle Tre Campane Un mercato senza sosta, individuati anche tre clienti poi interrogati

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PONTEDERA. Lo spacciatore, sorpreso nel bosco, nella zona delle Tre Campane, con 16 palline di cocaina, non vuole saperne di finire al centro dei controlli, tanto che reagisce e ferisce un carabiniere. La sua notte di “lavoro” finisce però in manette per due reati, spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Nel corso del servizio antidroga, a cui prende parte anche la polizia locale, il 26enne marocchino Hakim Abdessalam, 26 anni, residente a Cascina e conosciuto come uno degli spacciatori che bivaccano nel bosco, viene bloccato dopo che cede una dose di un grammo di cocaina ad un tossicodipendente. Ormai i segnali che spacciatori e consumatori usano per non farsi sorprendere sono abbastanza conosciuti. Tre gli acquirenti trovati nella zona e poi sentiti a sommarie informazioni dai carabinieri.

L’immediata perquisizione personale consente di rinvenire nella disponibilità del migrante ulteriori dosi di coca per complessivi 15 grammi, oltre a 150 euro e ad una bilancina di precisione. Il mercato della cocaina non conosce tregua, a dimostrazione di una domanda che è sempre elevata.

Nelle fasi dell’arresto il marocchino non esita a colpire con calci e pugni un carabinieri che riporta lesioni giudicate guaribili in 5 giorni.

È la cronaca di uno dei tanti servizi antidroga che sono stati condotti a Pontedera nell’ultimo anno, dove soltanto la stazione cittadina ha portato a termine circa 26 arresti per droga da gennaio, tutti pusher del bosco sorpresi in flagranza di reato. Ogni volta vengono sequestrati dai 10 ai 20 grammi di cocaina, per cui dall’inizio dell’anno i militari hanno sequestrato circa mezzo chilo della stessa sostanza.

Ieri mattina, in tribunale a Pisa, l’arresto del 26enne (difeso dall’avvocato Luca Poldaretti) è stato convalidato e il marocchino è tornato in libertà dopo aver patteggiato la pena di un anno e due mesi di reclusione con l’obbligo di permanenza notturna in casa dalle 20.

Sempre l’altra sera i carabinieri, che erano impegnati a Cascina nei servizi con i militari dell’Esercito nell’ambito del protocollo “Strade sicure”, hanno intercettato un’auto con quattro stranieri a bordo. Tra loro c’era Said Jarmouni, classe 1996, arrivato in Valdera, dove abitano dei suoi parenti, e che secondo gli investigatori si sposta tra Cascina e Pontedera. Lo straniero lo scorso 5 giugno era stato trovato a spacciare nei boschi della zona di Rieti. Durante il blitz dei carabinieri era riuscito a fuggire abbandonando circa mezzo chilogrammo di droga, tra cocaina ed eroina, oltre a 5mila euro, ritenuti dagli investigatori probabile provento di spaccio. Dal quel momento il migrante era diventato irreperibile anche se era ricercato.

I carabinieri hanno informato il magistrato di turno in procura e proceduto al fermo di polizia giudiziaria per i fatti di Rieti. Il 23enne è stato denunciato anche per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Ha cercato, infatti, di reagire per evitare di finire in carcere al Don Bosco, dove è stato trasferito nel serata di venerdì. –

S.C.

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