Italia
Libro, mostra e premiazioni per i settant’anni del circolo costruito grazie a una colletta
Domani Molino d’Egola celebra la Casa del popolo, orgoglio del paese Si comincia alle 17 con la presentazione del volume di Lisandro Nacci
paese in festa
Quando tutto è cominciato c’era solo uno stanzone in affitto, qualche asse di legno dove sedersi, una caffettiera napoletana e un fornello a gas. Ma soprattutto c’era la voglia di ritrovarsi. Di vedersi e di stare insieme, dopo le sofferenze della guerra e le angherie dei fascisti che, vent’anni prima, avevano devastato la sede della mitica Società proletaria di Molino d’Egola.
Iniziava così, con la libertà ritrovata, una storia che oggi si prepara a festeggiare i 70 anni: quella della Casa del Popolo di Molino d’Egola, costruita e inaugurata nel 1949 da un pugno di pionieri che, già dal ‘45, aveva iniziato a riunirsi in un locale preso in affitto.
Fra loro c’era anche il partigiano Elio Caponi della formazione “Pannocchia”, membro del primo consiglio di circolo che alla fine del ‘48 acquistò il terreno di via San Giovanni Battista dove costruire la Casa del Popolo inaugurata nel settembre dell’anno successivo grazie al contributo di 8mila lire da tutti i soci fondatori e al lavoro volontario di tanti molinesi.
A distanza di 70 anni esatti, il circolo di Molino, affiliato all’Arci dal 1963, celebra quell’inizio con una cerimonia in programma domani, insieme ad una mostra fotografica e alla pubblicazione di un libro firmato da Lisandro Nacci, infaticabile “colonna” della vita e dell’identità della piccola frazione della Valdegola.
L’appuntamento è fissato per le 17, con la presentazione del libro di Nacci dal titolo “70… e non sentirli” , nel quale sono stati ripercorsi tutti i passaggi fondamentali della vita del circolo, attraverso i lavori di ampliamento e le feste di un tempo, citando uno per uno tutti i membri dei vari consigli che si sono alternati dal ‘49 ad oggi.
Ai primi dirigenti e a tutti i presidenti sarà dedicato il momento più importante della giornata, previsto per le 17, 30, con la consegna di un attestato riservato ai membri del primo consiglio che costruì la Casa del Popolo e ai 14 presidenti della sua storia, dall’indimenticato Gino Baldini all’attuale Stefano Fibbi. In rappresentanza di coloro che non ci sono più saranno i familiari a ritirare l’attestato. Alla cerimonia è attesa anche la partecipazione del sindaco di San Miniato Simone Giglioli e del presidente del consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, i quali, insieme all’ex presidente dell’Arci zona Cuoio Sergio Coppola, hanno anche firmato una piccola prefazione al libro di Nacci. Alle 19,30 è prevista poi una cena a buffet (alla quale è possibile prenotarsi al numero 347 4656210), seguita da una serata musicale con giovani cantanti del paese. —
Giacomo Pelfer
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