Il Tirreno

Pontedera

Rifiuti abbandonati vicino allo Scolmatore e al ponte della Fi-Pi-Li

Rifiuti in via dell’Olmo (foto grande), vicino al ponte della F-Pi-Li (in alto a destra) e in via La Pieve a Ponsacco
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Rifiuti in via dell’Olmo (foto grande), vicino al ponte della F-Pi-Li (in alto a destra) e in via La Pieve a Ponsacco

Le segnalazioni arrivate nella redazione di Pisa-Pontedera del Tirreno per una Valdera pulita

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PONTEDERA. Una zona franca nell’area dello Scolmatore e un abbandono di rifiuti vicino al cavalcavia sulla Firenze-Pisa-Livorno dove si è verificato il cedimento che misura ormai quaranta centimetri. Sono alcune delle segnalazioni arrivate nella redazione di Pisa Pontedera del Tirreno dopo l’avvio della campagna contro l’abbandono dei rifiuti in cui il nostro giornale chiede immagini elocuenti dello scempio che quotidianamente colpisce molte zone della Valdera e, soprattutto, contributi su come battere questa inciviltà. Via dell’Olmo a Pontedera è una strada vicino allo Scolmatore. Un’area di campagna a Pontedera dove i residenti raccontano di episodi che vanno «dall’abbandono dei rifiuti al nascondiglio di refurtiva come borse o portafogli», come ha raccontato un lettore che preferisce rimanere anonimo inviandoci anche foto che la dicono lunga sul livello di degrado che imperversa in una strada sterrata, traversa di via dell’Olmo.

Un’altra segnalazione, sempre per il territorio di Pontedera, riguarda l’area del cavalcavia che attraversa la Firenze-Pisa-Livorno tra Gello e la città della Vespa. Un nostro lettore racconta, e testimonia con foto, un mucchio di sacchi di rifiuti abbandonati, definendo la situazione «vergognosa».

E, infine, la sfilza di allarmi lanciati dai lettori del Tirreno in fatto di abbandono di spazzatura passa da Ponsacco in via La Pieve. Anche in questo caso si tratta di rifiuti smaltiti in maniera assolutamente illegale: un materasso unito a pezzi di sedie e altri elementi di arredo. Uno scempio che vorremmo contribuire a fermare per evitare costi alla collettività e inquinamento per l’ambiente, perché spesso si tratta di sostanze pericolose, il cui smaltimento dovrebbe essere affidato a ditte autorizzate e competenti in materia. Aspettiamo i suggerimenti dei lettori, delle amministrazioni comunali e delle aziende del settore. —
 

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