Il Tirreno

Pontedera

la storia 

Un tormentone “velenoso”

Quella legata all’edificio chiamato Palarom o Maialone rosa  è una vicenda (anche giudiziaria) assai ingarbugliata e ancora lontana dalla sua conclusione

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PONSACCO. Lo spettro del palazzo di via Rospicciano, realizzato da un imprenditore (Giuseppe Giambra) che qualche mese fa è stato arrestato per bancarotta fraudolenta, aleggia da anni su Ponsacco, arrivando anche a coinvolgere e avvelenare l’ultima campagna elettorale amministrativa.

Il Palarom o Maialone rosa, oppure l’ecomostro, è una ferita difficile da curare. Da anni si assiste a uno scambio incrociato di accuse. Da una parte la maggioranza (riconfermata) di centrosinistra. Dall’altra, l’opposizione, che ha il suo più agguerrito rappresentante nell’avvocato Federico D’Anniballe, uscito sconfitto al ballottaggio con Francesca Brogi, oggi consigliere comunale della Lega. Un tormentone su cui sono state scritte migliaia di pagine di inchieste penali e contenziosi amministrativi (Giambra aveva anche denunciato per abuso di ufficio l’ex sindaco, Alessandro Cicarelli, e i tecnici comunali, tutti assolti con formula piena).

Nessun giudice è riuscito a sbloccare un’area così importante per Ponsacco. Ma i problemi più gravi - anche di convivenza e integrazione tra i suoi occupanti e gli abitanti della zona - iniziano quando alcuni fa si fece avanti la Società della salute Zona Pisana e i primi rom allontanati dai campi di Coltano e Oratoio furono “intercettati” e accolti negli appartamenti allora sfitti di via Rospicciano. Poi arrivarono anche quattro famiglie del campo rom sgomberato a Navacchio. Tant’è che la società proprietaria aveva dato la disponibilità alla Prefettura per trasformare l’immobile in un centro di accoglienza per migranti. Ipotesi scongiurata dai carabinieri a causa di problemi di sicurezza e di degrado che restano tuttora aperti. Per la gestione dell’immobile, per il quale - stando agli inquirenti - venivano incassati gli affitti da una società costituita dopo il fallimento della Futura Immobiliare, che ha realizzato l’edificio, l’inchiesta della Procura di Pisa e della Guardia di finanza ha invece cominciato a mettere alcuni punti fermi. Culminati nel maggio scorso con gli arresti con l’arresto di Giuseppe Giambra e l’iscrizione nel registro degli indagati di altre quattro persone, tra cui dei presunti prestanome, coinvolti a vario titolo nella complessa vicenda. —

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