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Prigioniera in casa tra insetti e cattivi odori per un rigagnolo
La denuncia di Maria Marrucci che abita a San Romano Una situazione che si crea col passaggio dei mezzi per il taglio dell’erba
SAN ROMANO. «Fra cattivo odore e moscerini ci hanno abbandonato tutti». Questo l’amaro sfogo di Maria Marrucci, a San Romano, al confine tra Montopoli e San Miniato. Un breve tratto di lungarno Guicciardini che unisce i due comuni della stessa frazione, un affaccio diretto sul fiume che da tempo si sta trasformando in un calvario ogni estate per i residenti. Da qualche anno a questa parte, infatti, si è formato un rigagnolo d’acqua putrida che ristagna e attira insetti e moscerini e produce un odore sgradevole. Tutto questo a pochi metri dalle abitazioni.
«Già anni fa denunciai questa situazione, il passaggio dei mezzi pesanti con i cingoli per il taglio dell’erba ogni anno fa riemergere la pozza – si sfoga la signora mostrando i molti sfoghi provocati dai moscerini – Il risultato è che la situazione d’estate si aggrava». Il rigagnolo di acqua nera, probabile esito di uno scarico urbano o di una fognatura non ben funzionante, prende il via da un canale di scolo che passa proprio sotto il lungarno. «D’inverno però la situazione torna in qualche modo sotto controllo – spiega Marrucci – L’erba si fa alta, il livello dell’acqua del fiume si alza e anche dal canale di scolo viene più acqua, che in questo modo riesce ad arrivare al fiume e non ristagna». D’estate tutto si complica, con cattivo odore e la presenza di insetti che non rendono facile la vita ai residenti, prendendo d’assalto le abitazioni soprattutto la sera. Come se non bastasse, poi, ci si mette la burocrazia. «L’Arpat dice che non è di sua competenza – racconta – L’Usl dice che dobbiamo fare una lettera al comune per far si che intervengano, ma poi nessuno viene. Tempo fa vennero cambiati alcuni tubi ma la situazione rimase la stessa».
In questi giorni, poi, l’ennesimo sopralluogo, questa volta dell’associazione Giacche Verdi. Ad aggravare il tutto anche la presenza di numerosi rifiuti emersi dopo lo sfalcio dell’erba. Un fenomeno, anche quello dell’abbandono, che in questi anni ha tristemente contraddistinto la frazione, su entrambi i lati sanminiatese e montopolese. «Ho perso la speranza, ma non mollo – dice la signora. – E chissà che con la nuova amministrazione non cambi qualcosa. Ci si sente abbandonati». —
Nilo Di Modica
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