Il Tirreno

Pontedera

oltraggio all’oasi verde 

Rifiuti ovunque vicino al Padule e Bientina vuole le ronde ambientali

A.Q.
Rifiuti ovunque vicino al Padule e Bientina vuole le ronde ambientali

Emergenza abbandoni con otto contravvenzioni al mese Il sindaco: «Territorio vasto, difficile arginare il problema»

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BIENTINA. C’è una grande oasi verde che è una piaga vera per l’abbandono dei rifiuti. È il Padule di Bientina, zona di confine in cui nelle strade secondarie, ma anche in quelle principali, l’immondizia spunta come funghi. E non solo spazzatura proveniente da abitazioni. Anzi, sono proprio i materiali edili come calcinacci o vernici. Oppure i vecchi elementi di arredo come mobili o poltrone a essere gettati dove capita. Il sindaco di Bientina, Dario Carmassi, sta cercando di tamponare la situazione e sposa in pieno la campagna di sensibilizzazione lanciata dal Tirreno contro gli abbandoni dei rifiuti e che intende anche proporre eventuali soluzioni per combattere questa maleducazione che danneggia non poco la natura. «Ben vengano iniziative come questa, perché la sensibilizzazione dei cittadini e la ricerca di soluzioni a simili problemi è una battaglia di tutti. Dal canto nostro, stiamo discutendo, insieme all’assessore all’ambiente, Desiré Niccoli – dice Carmassi – per incaricare un’azienda privata per il monitoraggio delle zone in cui vengono create discariche. Una sorta di ronde ambientali».

Un rimedio che dovrà essere pagato dal Comune, e quindi dai cittadini, e che creerà le condizioni per pulire l’area invasa dai rifiuti. «Serve repressione, e quindi multe, ma anche sensibilizzazione – prosegue il sindaco – perché il problema riguarda tutte le amministrazioni comunali, ma una situazione come la nostra probabilmente ha pochi paragoni. Credo che l’unione delle forze rappresenterebbe la svolta per risolvere un problema piuttosto grave».

Carmassi crede che le campagne di sensibilizzazione debbano essere realizzate in collaborazione con Geofor e, magari, anche con altri Comuni della zona.

Ma per quanto riguarda la repressione, gli strumenti utilizzati dall’amministrazione bientinese sono quelli classici delle fototrappole che vengono posizionate in punti strategici del territorio e che si attivano con i movimenti nell’area circostante. «I risultati ci sono e sono concreti – afferma – ma sono ridotti rispetto alle nostre necessità. Abbiamo tre fototrappola in un territorio che richiederebbe un numero superiore di occhi elettronici. Riusciamo a individuare una media di otto trasgressori al mese. Non è poco, ma servirebbe un intervento più energico».

Anche perché la polizia locale di Bientina ha elevato verbali anche a cittadini di Castelfiorentino, individuando numerose persone che abbandonavano rifiuti nei dintorni del Padule. «Spesso sono muratori che non smaltiscono secondo la normativa – dice ancora Dario Carmassi – Oppure commercianti come quello che è stato individuato dopo appostamenti nel luogo in cui lasciava sacchi neri pieni di lattine di bibite».

A gennaio Bientina avrà il centro di raccolta, di cui oggi partirà il cantiere. «Sarà un elemento di novità da valutare – prosegue – La speranza è che ci sia un freno agli abbandoni. Altrimenti dovremo percorrere altre strade». —

A.Q.

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di Redazione web