Il presidio
L’Orologio cambia e torna all’antico Diventerà un bistrot tradizionale
Artefici della “rivoluzione” i fratelli Bernardini che lasciano la gestione della Pergola, altro locale storico cittadino
PONTEDERA. Novità nel mondo della ristorazione cittadina. I fratelli Bernardini che da alcuni anni hanno dato nuova linfa a uno dei ristoranti più longevi e conosciuti di Pontedera, La Pergola di via Roma, trasferiscono la loro attività nel centro città, nei locali del pub L’Orologio in piazza Curtatone.
Cambia così veste, ma non troppo, una delle location cult della città della Vespa. Ricordiamo infatti che l’Orologio nasce storicamente come trattoria per poi diventare ritrovo della movida raffinata ed elegante, degli amanti della musica, del buon bere e del buon vivere, modellato nel tempo dal titolare Luca Sardelli con passione, competenza e stile. Raffinatezza ed eleganza continueranno a essere i caratteri distintivi di questo locale, che riporterà al centro dell’attività la cucina, con apertura sia a pranzo che a cena, ma che protrarrà l’apertura fino a tarda sera per continuare a esercitare quella funzione di aggregazione per tutti coloro che amano ascoltare in tranquillità della buona musica o godersi un cocktail fatto come si deve. Massimiliano e Giacomo Bernardini, che hanno chiuso il ristorante di via Roma in questi giorni, contano di essere operativi nella nuova sede con la loro arte culinaria da settembre. «Abbiamo colto al volo questa opportunità - dice Massimiliano Bernardini - che ci permette di esprimere la nostra filosofia di cucina in una zona di maggiore visibilità. Chi ci conosce sa che la nostra offerta mantiene i piedi per terra con i prezzi, ma cerca di essere di qualità e poter lavorare con 50/60 coperti ci permette di alzare ancora l’asticella. Abbiamo investito in attrezzature, ricerca e staff e la cucina continuerà a essere diretta da un grande chef di esperienza internazionale e stellata che vanta fondamentali sulla nostra tradizione toscana: Alessio Concia. Saremo vicini ad altre realtà del settore della ristorazione - continua Bernardini- con cui però non entreremo in competizione in quanto la nostra specializzazione ci diversifica dall’offerta presente. Noi puntiamo sulla cucina che ci ha fatto conoscere e che qui mancava, quindi la tradizione toscana di terra e in particolare le carni più buone da tutto il mondo con tanto di carta delle carni dalla Wagyu alla Chianina, passando dall’Angus, Foresta Nera, Hereford Irlandese e tante altre. Possiamo rassicurare tutti gli amanti del vino che da noi avranno di che divertirsi perché non saremo solo ristorante ma anche enoteca, con occhio di riguardo al territorio. Infine - conclude Massimiliano- per fidelizzare la nostra clientela nella nuova sede e per farci conoscere da altri, da settembre lanceremo delle cene enogastronomiche di alta qualità, dimostrative della nostra cucina, a prezzi super scontati». —
Enrico Bimbi
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