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il lutto 

Addio Vinicio, nostro storico collaboratore

A.Q.
Addio Vinicio, nostro storico collaboratore

Bibbiani aveva 85 anni ed è stato dipendente del Comune di Pomarance: i funerali saranno celebrati oggi alle 15

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POMARANCE. La telefonata che nessuno avrebbe voluto ricevere è arrivata ieri mattina nella nostra redazione. «È morto Vinicio Bibbiani», ha detto la figlia Debora. Una mazzata per chi ne ha condiviso arrabbiature e gioie, fatiche e soddisfazioni. L’85enne ex dipendente comunale era uno storico collaboratore del Tirreno ed era il punto di riferimento per la cronaca di Pomarance, oltre che della Valdicecina. Tanti giornalisti, passati dalla redazione di Pontedera, ne hanno conosciuto la caparbietà con cui cercava le storie della sua terra, le notizie belle e quelle brutte, i retroscena di fatti rilevanti per Pomarance e dintorni.

Alla fine del 1999 i colleghi redattori, a nome dell’allora direttore, Sandra Bonsanti, gli consegnarono una targa per celebrare 50 anni a servizio dei lettori della nostra testata.

«Era nato per fare il giornalista», spiega la figlia annunciando che il funerale sarà celebrato oggi alle 15 nella chiesa di San Giovanni Battista a Pomarance e che la salma rimarrà esposta nella chiesa della Misericordia, fino al momento dell’ultimo saluto a un pezzo di storia della Valdicecina.

La morte di Bibbiani lascia un vuoto in tanti che lo hanno conosciuto. E sono state davvero numerose le persone che, negli anni, hanno avuto a che fare con lui. Si era spostato nel 1965 con la compagna della sua vita, la signora Giuliana. Un legame da cui erano nati la figlia Debora, sposata con Alessandro Burchianti e il figlio Carlo, che svolge il ruolo di vice brigadiere dei carabinieri alla stazione di Riparbella e che abita a Rosignano insieme alla moglie Milena Loppini. Vinicio aveva lavorato al Comune di Pomarance, dov’era entrato nel 1972 come stradino, salendo la scala gerarchica e arrivando a ricoprire la carica di istruttore tecnico. Un’istituzione per l’amministrazione fino al momento di andare in pensione, nei primi anni Novanta, e continuare la sua grande passione, il giornalismo.

Il nome di Bibbiani è legato a una storia infinita di racconti sulle pagine del nostro giornale. Spigoloso e battagliero, conosceva tutto ciò che accadeva dalle sue parti. Ogni giorno c’era una “guerra” tra lui e il corrispondente di Volterra per ottenere lo spazio più importante della pagina della Valdicecina. Segno di un attaccamento al lavoro encomiabile. Famose anche le telefonate di Vinicio in redazione quando era pronto a inviare l’articolo. Erano gli anni in cui la tecnologia e l’informatica non si erano ancora impadronite di tutto. Dal telefono si poteva, al massimo, trasferire la chiamata al fax. E lui usava questo strumento annunciando l’invio del pezzo semplicemente con la parola “fasse”. Chi rispondeva sapeva che era lui ed effettuava il passaggio senza indugio.

Da alcuni anni, a causa della malattia di cui soffriva, si era ritirato a vita privata, circondato dall’affetto della moglie, dei figli e dei nipoti, Ambra, David e Samantha. Ma non mancava di telefonare per comunicare notizie. E le sue chiamate ci mancheranno tremendamente. —

A.Q.

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