Il presidio
«Il Comune si è dimenticato del prete ucciso dai nazisti»
Don Fiore era originario di Cascina, fu eliminato dalle Ss insieme a tutta la famiglia La consigliera socialista Viegi: «Amministrazione latitante alle commemorazioni»
CASCINA. Don Fiore Menguzzo fu ucciso dai nazisti insieme ai suoi familiari, a Mulina di Stazzema (Lucca), il 12 agosto 1944. Con lui le Ss uccisero anche suo padre Antonio (65 anni), la sorella Teresa (36), la cognata Claudina Sirocchi (28 anni), le nipoti Colombina Graziella Colombini (13 anni) e Elena Menguzzo (18 mesi). Il parroco aveva 28 anni, era originario di Cascina e aveva vissuto insieme alla famiglia, fino alla sua ordinazione, a Pisa, dove è sepolto nel cimitero suburbano.
«Anche quest’anno si sono svolte le commemorazioni delle vittime di Sant’Anna e Mulina. Ma il Comune di Cascina non ha partecipato».
L’attacco arriva dalla consigliera comunale dei Socialisti, Paola Viegi. Che spiega: «Il Comune di Cascina è stato latitante, nonostante la Convenzione siglata oltre dieci anni fa che lo impegna a compartecipare alle celebrazioni in ricordo di un suo cittadino ucciso dai nazisti insieme ai suoi parenti, proprio là sui crinali dell’Alta Versilia. Don Fiore era un giovane sacerdote che aiutava chiunque si trovasse nelle difficoltà della guerra. Era nato a San Benedetto di Cascina. Per questo era doveroso esserci».
Poi Viegi aggiunge: «Nella cerimonia che seguiva quella di Mulina, al cimitero suburbano di Pisa dove è sepolto don Fiore, mai era mancata la presenza dell’amministrazione comunale cascinese. Non giustifico l’assenza e la disattenzione di oggi, a cui farò seguire appena mi sarà possibile un’interrogazione. La democrazia - conclude la consigliera comunale socialista cascinese - delle nostre e comunità si regge sulla memoria». –
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
