Il presidio
Benetton rinuncia alla città della Vespa Altre chiusure in arrivo
Il centro soffre, non si ferma l’emorragia: tanti i negozi che sono costretti ad abbassare le saracinesche
PONTEDERA. Quando nel 2014 il negozio Benetton della galleria del “Centro dei borghi” aveva chiuso i battenti i dipendenti degli altri punti vendita della provincia si erano chieste quale sarebbe stato il loro futuro. Nessuno immaginava che anche il punto vendita di Pontedera, nella centralissima piazza Cavour, a due passi dal municipio, fosse destinato alla chiusura. Invece a metà anno le dipendenti del negozio hanno scoperto che di lì a poco tempo sarebbero rimaste senza lavoro.
Una vera doccia fredda per tutte loro, informate non dal loro datore di lavoro ma dal proprietario del fondo commerciale, che si era attivato per mettere sul mercato degli affitti il locale. La chiusura era prevista per la fine del mese. Di fatto però il negozio ha terminato la vendita al pubblico sabato. In questi giorni sarà effettuato il trasloco insieme alle ultime operazioni per lasciare il fondo. In poche tempo la piazza ha perso alcune delle sue attività più conosciute. Anche lo storico negozio “Bellincioni”, che si trova in un fondo di proprietà del Comune, ha anticipato la chiusura come si legge da una comunicazione dell’amministrazione comunale all’agenzia delle entrate - pubblicata all’albo pretorio - per comunicare lo stop del contratto di locazione.
Che cosa sta succedendo al commercio cittadino? La città della Piaggio ha perso il suo appeal? Catene in franchising e negozi di famiglie storicamente impegnate nel commercio sembrano alle prese con gli stessi problemi. La situazione è più complessa di quello che sembra. In piazza Cavour a luglio ha chiuso anche un negozio di articoli per la casa. Restando in questo settore, anche i punti vendita “Arturo Pasquinucci” vivono una situazione di incertezza legata a quella societaria.
La crisi del commercio non accenna a finire: la morìa di negozi che inizia dopo la pausa estiva potrebbe continuare a fine anno con altre attività piuttosto note. In via Primo Maggio chiude anche una storica merceria per mancanza di ricambio generazionale.
Nei negozi sul Piazzone il ricambio di affittuari invece avviene con grande rapidità. D’estate ha chiuso il negozio di abbigliamento gestito da cinesi, che però è già stato rimpiazzato da un’altra attività. Ma il colpo d’occhio rivolto alla saracinesche abbassate è di quelli che preoccupa. –
S. C.
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