Il presidio
Ricorsi respinti il distributore si farà
Sentenza del Consiglio di Stato favorevole ad Aurapetroli giudicati infondati tutti i motivi proposti dai concorrenti
CASCINA. La guerra dei distributori a Cascina non è ancora finita. Non solo sono ancora pendenti in Procura a Pisa i ricorsi presentati dalla società Aurapetroli che, prima ha cercato di bloccare la costruzione del distributore in prossimità della curva di raccordo allo svincolo della superstrada a Cascina. E poi, anche per tutelarsi, ha presentato altre denunce segnalando ai vigili e alla Procura lavori che, secondo la società, non erano stati eseguiti con le autorizzazioni dovute.
Ora il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da Gi. Oil, la società che ha costruito il distributore all’uscita di Cascina della superstrada, contro il Comune di Cascina, la Regione Toscana, il Ministero dell’Interno, l’Arpat e contro la società Aurapetroli, unica a costituirsi in giudizio, per ottenere la riforma della sentenza del Tar della Toscana che già si era espresso in favore di Aurapetroli rispetto alla concessione delle licenze a costruire un distributore di carburanti, situato in via Sauro, a pochi metri di distanza da quello realizzato da Gi. Oil. Il ricorso è stato dunque respinto e gli atti adottati per autorizzare la costruzione del secondo impianto sono regolari, anche se si trova a 70 metri di distanza da quello già al centro di un contenzioso amministrativo e penale, con pensanti ripercussioni tra i responsabili di settori diversi della macchina comunale. Tutte le motivazioni addotte da chi ha presentato il ricorso non sono state ritenute fondate. Compresa quella che riguarda la pericolosità della circolazione stradale in una strada molto trafficata che si troverà, quando sarà aperto anche il secondo distributore, ad avere una certa densità di accessi in un tratto di strada abbastanza limitato. Il Consiglio di Stato fa notare nella sentenza che l’impianto è situato a una distanza superiore a quella minima che è di 12 metri dall’intersezione stradale. Sotto il profilo urbanistico edilizio non ci sono irregolarità e l’autorizzazione regionale, stando alla sentenza, non è illegittima nemmeno sotto il profilo che riguarda il trattamento delle acque piovane e più in generale quello degli scarichi dell’impianto di carburanti.
La soluzione prospettata dalla polizia municipale di Cascina di separare le corsie di via Sauro, su cui la prefettura si era espressa con parere negativo, continua ad essere considerata, anche dal giudice di secondo grado, una strada non percorribile.
Le spese sono state compensate tra le parti e la sentenza deve essere eseguita dall’autorità amministrativa. In sostanza i lavori del distributore vicino a via Fosso Vecchio possono riprendere. –
S. C.
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