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il progetto 

Il convento francescano cambia destinazione: residenza per anziani

L’ipotesi è allo studio attraverso un accordo tra i frati, la Diocesi di San Miniato e la parrocchia della Collegiata di Fucecchio Anche il Comune segue il caso

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fucecchio. Il progetto è di quelli importanti, che potrebbe restituire una funzione ad un bene architettonico (e non solo) situato nel centro di Fucecchio: il convento dei frati francescani, infatti, potrebbe in futuro diventare una residenza per anziani autosufficienti, grazie ad un accordo tra frati, Diocesi di San Miniato e parrocchia della Collegiata di Fucecchio.

Ma come? Il complesso - edificato nei primi anni del Seicento nel luogo detto "alle Cinque Vie", poiché era lo snodo stradale delle vie per Pistoia, Cerreto Guidi, Firenze – è in parte di proprietà del Comune (la chiesa) e in parte della provincia toscana di San Francesco Stimmatizzato dei Frati Minori (il convento). La parte del Comune è stata restaurata anche grazie al mecenatismo di alcuni fucecchiesi, mentre quella dei francescani attende di conoscere il proprio futuro.

Al momento la Diocesi di San Miniato sta discutendo coi francescani per arrivare ad un accordo nel quale i frati cedono alla Diocesi la struttura; una volta siglato questo passaggio, la Diocesi affiderebbe alla parrocchia della Collegiata il complesso, per realizzarci alcuni progetti di valore sociale.

Tra questi c’è, appunto, la volontà di inserire una residenza per anziani autosufficienti; le trattative sono in corso ma c’è fiducia, anche perché un accordo sarebbe vantaggioso per tutti.

Allo stesso modo una porzione sarà destinata alla contrada Porta Raimonda, che vi trasferirà sede ed attività.

Sommando i due progetti si restituirebbe alla cittadinanza un complesso a cui è molto affezionata, vista la storicità, la bellezza e la centralità.

Anche il Comune di Fucecchio – tramite il sindaco Alessio Spinelli – sta seguendo la vicenda, speranzoso che si arrivi ad un lieto fine.

Le parti in causa ne discuteranno ancora nei prossimi mesi ma la sensazione è che si arrivi all’atto scritto di donazione entro la fine dell’anno; poi si aprirà la seconda partita, quella della destinazione degli spazi.

Contemporaneamente è partita la ricerca per trovare delle suore che si prendano cura della struttura, che è molto grande e di pregio.

Basti pensare che nell’attiguo chiostro è sepolto Giuseppe Montanelli, triumviro toscano (a cui è dedicata la principale piazza cittadina) ricordato con una grande lapide posta in sua memoria.

Il complesso è legato profondamente anche alla figura di San Teofilo da Corte, fondatore del convento e divenuto santo nel 1930 grazie a Papa Pio XI.

Le reliquie del santo, infatti, sono accolte nella chiesa del convento. —

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