Il Tirreno

Pontedera

L’ORGANIZZAZIONE 

Nel sistema-Cerbaie c’è chi porta il cibo e chi fa la sentinella

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Ma chi sono questi “invisibili” che vivono nei boschi portando avanti le loro attività illecite? La situazione è molto complessa, anche per le caratteristiche della zona, oltre che per le modalità d’azione degli spacciatori. I pusher controllano il territorio avvalendosi di sentinelle, che si arrampicano sugli alberi e monitorano gli arrivi, pronti a far scattare l’allarme in caso di intrusioni “nemiche” (anche un semplice cercatore di funghi diventa una minaccia). In pratica i pusher vivono (armati di machete o lunghi coltelli) nel bosco, dove si accampano; in passato i carabinieri hanno più volte trovato, e distrutto, degli accampamenti. I pusher trovano la collaborazione degli stessi clienti, spesso italiani, che garantiscono loro cibo e tutto ciò che serve per vivere, in cambio di uno sconto sulla dose. Nonostante i frequenti arresti, i malviventi trovano sempre nuova “manovalanza” disposta a sostituire chi è uscito dal giro perché finito nelle maglie della legge. C’è poi un distinguo: i nordafricani smerciano cocaina e hashish a clienti in arrivo da Monsummano, Montecatini, Altopascio, dal Pisano e dall’Empolese. Il traffico di eroina, invece, è in mano albanese.

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di Redazione web