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Mattarella firma il decreto per lo scioglimento del consiglio
cascina. Un passaggio formale che segna, però, l’inevitabilità delle urne a fronte dell’elezione dell’ormai ex sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, al parlamento europeo e le sue dimissioni dal ruolo di prima cittadina. Da ieri è ufficiale lo scioglimento del consiglio comunale di Cascina e dunque la prospettiva del ritorno al voto prima della naturale scadenza del mandato amministrativo. A firmare il decreto di scioglimento del consiglio comunale, lo scorso 30 luglio, è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il decreto stato pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale.
Nello specifico il decreto richiama l'articolo 53 del Testo unico degli enti locali nel quale si precisa che «il consiglio e la giunta rimangono in carica sino all'elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco» e che l'attività dell'Ente prosegue con la reggenza del vicesindaco. Si tratta, insomma, di un passaggio formale originato dalla delibera del consiglio comunale del 27 giugno scorso che dichiarò la decadenza di Susanna Ceccardi dalla carica di sindaco, in quanto al Parlamento europeo. Quindi niente di nuovo rispetto alla situazione che da qualche tempo si vive a Cascina. L’attività amministrativa prosegue con la gestione dell’ordinaria amministrazione. E l’ente fa capo a Dario Rollo, già vicesindaco e ora sindaco reggente. Legittimo però chiedersi, alla luce dei possibili sviluppo che avrà la crisi di governo, fino a quando durerà la reggenza. Formalmente la prima data utile per le elezioni amministrative a Cascina dovrebbe essere fissata nella primavera 2020 insieme alle regionali. Ma in caso di elezioni politiche anticipate, magari a ottobre? L’ipotesi è fondata e su questo l’amministrazione in carica ha chiesto un parere al ministero. —
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