Il presidio
L’anfiteatro è del Comune contratto da 60.000 euro
VOLTERRA. L’anfiteatro romano è ufficialmente di proprietà del Comune. E già lunedì partirà il cantiere per la messa in sicurezza. La procedura di esproprio si è conclusa, con la firma del contratto tra Franca Taddei, ormai ex proprietaria e l’amministrazione comunale, che ha investito 60. 000 euro in questa operazione. Uno sforzo sottolineato dall’assessore alle cultura Dario Danti: «Investire nell’acquisto di un’area per un bene archeologico e culturale importante come l’Anfiteatro è di straordinaria importanza. Sfido a trovare in Italia un Comune che, rispetto al proprio bilancio e ai propri abitanti, fa un investimento del genere». Completato l’iter burocratico, lunedì partiranno i lavori per la messa in sicurezza, a cominciare – come aveva spiegato la funzionaria della Soprintendenza, Elena Sorge – dalla strada di accesso. I versanti delle colline circostanti, infatti, sono in movimento e c’è bisogno dei un intervento per evitare pericoli durante lo scavo vero e proprio dei reperti. Serviranno un paio di mesi per questo primo step. Poi, una volta le ruspe spegneranno i motori e la sicurezza agli archeologi sarà garantita a tutti gli effetti, si provvederà a far riemergere la maggior parte possibile dell’anfiteatro di epoca romana. I lavori saranno finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, che ha messo a disposizione 250.000 euro con l’obiettivo di tornare ad ammirare un altro gioiello racchiuso nell’infinito scrigno che sembra essere rappresentato dalla sommità del colle etrusco: un anfiteatro dalla forma ellittica che misura 82 metri per 64 e con una profondità variabile tra sei e dieci metri. Una struttura che all’epoca di massimo splendore ospitava spettacolo con una capienza di settemila persone. —
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