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Emergenza coperture in eternit in centro e nelle zone artigianali
Un gruppo di famiglie ha richiesto da tempo l’intervento di tecnici, Asl e Arpat. Ma a oggi poco o nulla è stato fatto. «Intervenire per gli abitanti e i lavoratori»
BIENTINA. Coperture in fibra-cemento, cioè in eternit: tetti di vecchi box, capannoni industriali, tettoie, terrazzini. Se si alzano gli occhi si vedono anche dal livello della strada. . A Bientina la questione si sta ingigantendo da un po’ di tempo. E anche nelle contrade limitrofe che, magari, rientrano amministrativamente in altri territori comunali come Calcinaia e Vicopisano. E ora arriva la presa di posizione preoccupata di un gruppo di famiglie di una zona del centro.
Se ne fa portavoce Giuliano Bandecchi, a nome di tante altre famiglie. «È da più di un anno – scrive – che diverse famiglie si prodigano nel segnalare la loro preoccupazione per la presenza di eternit (cemento-amianto) in via Salvo D'Acquisto, zona popolata di Bientina, oltretutto in prossimità delle loro abitazioni». Giuliano Bandecchi, anche lui interessato al problema, è stato incaricato a rappresentare queste famiglie di via D’Acquisto presso gli enti competenti. E con questa nota inviata agli organi di stampa solleva il problema vissuto da decine di famiglie.
«Come sappiamo bene – specifica lo stesso Bandecchi – questo materiale è bandito dal 1992 e oltretutto queste segnalate coperture sono lì da ben oltre 40 anni e non in buone condizioni, tant'è che rendono giustamente e comprensibilmente queste persone non tranquille, in special modo chi vi vive molto vicino».
In effetti sono ancora molte - troppe - le coperture di capannoni di aziende e piccole imprese che si trovano nelle varie zone artigianali che circondano Bientina. Via Salvo D’Aquisto è nella zona nord della località, mentre altri insediamenti produttivi si trovano nella zona di Sardina e a destra della strada regionale Sarzanese Valdera. In qualche caso gli insediamenti artigianali in questione sono chiusi per il periodo di ferie agostane, in altri casi sono serrati per la crisi che sembra aver colpito duro anche in questa zona. L’incuria la fa da padrone e in qualche caso ci sono degli ammassi di lastre di eternit nel piazzale del capannone, e in altri casi ben riparati in sacchi per essere portati, forse, allo smaltimento.
«Da inizio anno – prosegue la nota di Bandecchi – si è fatto sentire ancor più deciso il malcontento e disagio», tant'è che hanno segnalato la presenza di questo materiale ai carabinieri, all’Arpat, alla Asl regionale, all’ufficio tecnico ambientale del Comune e addirittura alla procura della repubblica.
«A seguito di questa decisa azione vi è stato mesi fa un sopralluogo da parte della Asl locale e dell’ufficio tecnico, ma a tutt'oggi non è pervenuta risposta tale da poter rendere tranquilli questi abitanti; quale la rimozione dell'eternit, la cui presenza non è certo da sottovalutare e trascurare in quanto degradandosi a causa del tempo e agenti atmosferici può creare problemi gravi alla salute».
Queste famiglie «si augurano che venga presa seriamente in considerazione questa problematica e sia trovata la soluzione più idonea per garantire loro sicurezza. La rimozione di queste coperture di amianto garantirebbe oltretutto sicurezza anche a coloro che vivono sotto questi tetti». —
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