Il Tirreno

Pontedera

lotta alle dipendenze 

Decine di malati di gioco in cura scatta il piano anti-ludopatia

Marco Sabia
Decine di malati di gioco in cura scatta il piano anti-ludopatia

Fucecchio capofila del progetto della Fondazione I Care coi Comuni del Valdarno Incontri con genitori e anziani, cinque sportelli di ascolto e campagne anti-slot

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FUCECCHIO. Soltanto da pochi anni la società civile ha preso coscienza dell’impatto devastante che ha la ludopatia, in termini economici e di rapporti fra le persone. Adesso questa dipendenza a tutti gli effetti è finita “nel mirino” come tutte le altre, quelle tradizionali (droga, alcool ecc.). E proprio in questo senso va il progetto presentato dalla fondazione I Care di Fucecchio: si chiama “Vincenti o dipendenti? Gaming e ludopatia: vite in gioco”.

È prevista anche la collaborazione dei Comuni del Valdarno (Fucecchio, Santa Croce, Montopoli, Castelfranco di Sotto e San Miniato), sia per quanto riguarda un’azione condivisa di contrasto sia per il contributo economico. Il progetto costa 36.000 euro e la Regione, che ha stanziato complessivamente 3 milioni di euro, può finanziare al massimo l’ottanta per cento; questo vuol dire che, se l’iniziativa di contrasto viene finanziata, il restante 20% verrà messo dai Comuni in base al numero degli abitanti.

Ma come si vuol combattere questo gravoso problema? Ci sono dei dati, intanto, che devono far riflettere: il SerD (Servizi per le dipendenze patologiche) di Empoli, ad esempio, nel 2018 ha avuto in cura 87 persone (76 uomini e 11 donne) e il dato è in crescita. Di questi pazienti 10 sono fucecchiesi, 4 di Castelfranco, 4 di Montopoli, 6 di Santa Croce e 8 di San Miniato; Fucecchio, quindi, pur non essendo il comune più popoloso (che è San Miniato) è quello che ha più persone in cura presso il servizio di recupero dalle dipendenze.

Il progetto vuole, in poche parole, portare una nuova consapevolezza del problema partendo dalle fasce giovani (11-18 anni); per fare questo è fondamentale la collaborazione di associazioni di volontariato quali Pubblica Assistenza, Misericordia, Croce Rossa. Le quali hanno dato la disponibilità ad aprire a settembre degli sportelli d’ascolto nelle loro sedi, fornendo un importante punto d’appoggio. Ma il progetto si avvarrà di una cospicua campagna informativa – in collaborazione con gli assessorati dei vari Comuni – dedicata agli studenti dell’area: nelle scuole elementari saranno organizzati incontri coi genitori per spiegare loro ad esempio di non lasciare i figli “da soli” con gli smartphone, facendo anche riscoprire il fascino dei giochi tradizionali e di relazione; alle scuole medie – dove i ragazzi sono più consapevoli – questi ultimi verranno informati sulle reali possibilità di vincita nei giochi d’azzardo, così da far capire che “il gioco non vale la candela”; alle superiori, infine, gli studenti verranno invitati a realizzare dei video dove si evidenzia come il ludopatico finisce per distruggere se stesso e i suoi rapporti con le persone più care, in nome del Dio gioco. Ma anche gli anziani saranno coinvolti, con esperti del settore e con la polizia postale.

Gli studenti coinvolti saranno 500, i volontari già formati 20, gli sportelli d’ascolto da aprire ben 5; inoltre, a seguito di questa campagna informativa, si prevede che almeno 20 attività che hanno “le macchinette” le toglieranno e aderiranno all’iniziativa slot free. Per quanto riguarda l’apertura di nuovi punti d’ascolto l’idea è quella di non far sentire solo chi è caduto nel vortice del gioco, perché ci sono delle persone competenti disposte ad aiutarlo. —

Marco Sabia

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