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Pontedera

dati non esaltanti in agosto 

Pontedera: il turismo è solo mordi e fuggi Pochi gli stranieri

F.B.

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PONTEDERA. In una Pontedera confusa e assopita dal sole che riflette e si scontra sugli arroventati materiali tipici delle città moderne creando strane rifrazioni di luce sull’asfalto, si incontrano più automobili e pedoni di quanto ci si potrebbe aspettare.

La retorica della crisi che tiene i residenti in città, lontani dalle vacanze, la lasciamo a quando i dati ufficiali di fine stagione disegneranno un quadro completo. Certo è che nella città della Vespa in questi giorni si continua a vedere la routine solita: colazione al bar e aperitivo, laddove gli esercenti siano rimasti aperti, non sembrano temere flessioni. Ma le assenze di coloro che comunque sono partiti non vengono compensate dai turisti, che si vedono raramente in giro per Pontedera: del resto la sua vocazione non è turistica. «Pontedera è commerciale»: il concetto è chiaro, e la definizione della titolare dell’Hotel Il Falchetto non lascia spazio a interpretazioni diverse. Si potrebbe aggiungere che “Pontedera è commerciale e industriale”: le sue strutture di ricezione si riempiono durante l’anno lavorativo, grazie al tessuto industriale, agli istituti di ricerca e agli esercizi commerciali. «Noi lavoriamo soprattutto d’inverno, e abbiamo spesso ospiti qui per lavoro», conferma la titolare del Falchetto, «d’estate abbiamo diversi turisti stranieri, che però restano pochi giorni: spesso sono di passaggio e hanno bisogno di un luogo ben servito come Pontedera». Pontedera infatti, ragionevolmente priva di un’importanza turistica intrinseca,trova la sua dimensione nella posizione geografica e nei servizi pubblici. La conferma arriva da Il Piccolo Rooms, un affittacamere vicino alla stazione: «Durante l’anno ospitiamo principalmente ingegneri che arrivano per il polo tecnologico, mentre in estate siamo pieni grazie ai turisti, spesso stranieri, che utilizzano Pontedera come base per spostarsi in Toscana». Il collegamento ferroviario Pisa-Firenze e la vicinanza alle colline dell’Alta Valdera, Valdicecina, ma anche del Fiorentino sono la chiave. «Di solito ospitiamo – ci raccontano dal Piccolo – austriaci e francesi in maggioranza: quando automuniti partono da Pontedera per visitare Volterra, San Gimignano o le colline del Chianti. In più utilizzano il treno per andare a Firenze, Pisa e sulla costa. Abbiamo avuto anche turisti venuti per l’evento di Bocelli a Lajatico».

Fuori città riscuotono sempre più successo, in particolare tra i turisti nordici, gli agriturismi che sfruttano la fama delle colline toscane fornendo servizi ulteriori come la piscina, ottenendo anche lunghe permanenze. Chi offre una camera, come i tipici bed and breakfast, accontenta chi cerca una breve permanenza per esigenze di itinerario. Certamente il calo dei turisti che è stato rilevato in Toscana e in particolare a Firenze non aiuta un settore che si può certamente definire di “turismo indiretto”, o di secondo grado. Il traino delle città d’arte toscane è fondamentale per il turismo della Valdera e di Pontedera. —

F.B.



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