Il presidio
Artù non si trova: appelli e ricerche ancora senza esito
L’alano è scomparso da tre settimane: è stata creata anche una pagina Facebook. E una ventina di persone ha setacciato per ore i boschi delle Cerbaie
PONTEDERA. PONTEDERA. La speranza è che Artù compia un’impresa, ispirato dalla nostalgia di casa, e torni dai suoi padroni: un "nostos" (ritorno) di sapore omerico, epico come il viaggio di Odisseo a riabbracciare Itaca. Eppure, dopo tre settimane, il grande alano di tre anni con una grande macchia bianca sul collo, non si è ancora fatto vedere.
È stato avvistato più volte dopo la sua fuga del 27 luglio, causata dal forte temporale che lo ha spaventato. Dalla zona del tennis, dove stava con i suoi padroni, Artù si sarebbe rapidamente spostato nella parte iniziale delle Cerbaie: lì è stata segnalato il suo passaggio più volte, nel Bientinese, a Santa colomba, e alle Quattro Strade. Con l’apporto dei cani molecolari sono state isolate delle tracce intorno alla UfoPlast di Bientina, e poi in prossimità di un bar sulla via di Santa Colomba. La ricerca e gli avvistamenti sono stati portati avanti non solo dai proprietari, ma sono state coinvolte decine di persone: come nota uno dei volontari che si stanno spendendo per la ricerca dell’alano, «Artù mette insieme persone provenienti da contesti diversi unite per un unico scopo, come Re Artù fece coi Cavalieri della Tavola Rotonda».
Così la scomparsa di Artù e i sonori appelli che proprietari e amici hanno lanciato sui social network hanno innescato una insolita mobilitazione volta alla ricerca dell’alano perduto. Su Facebook il gruppo “Ricerca di Artù” conta quasi 700 membri, e molti volenterosi hanno messo a disposizione le proprie competenze per la causa: così si è reso possibile utilizzare i cani molecolari, i droni per sorvolare le zone, fototrappole per avere certezza degli spostamenti, volantini informativi, e addirittura mettere su squadre per cercare direttamente sul campo. Domenica 18 agosto una spedizione composta da più di venti persone si è divisa tra i boschi di Santa Colomba, Quattro Strade e Santa Maria a Monte per cercare Artù: il proprietario, Sandro Deri, ha fatto registrare la sua voce e il suo richiamo per aiutare l’individuazione, mentre Francesca Arvia, che si è presa a cuore la sorte di Artù, ha utilizzato il suo cane da ricerca. Quest’ultima ha raccontato: «La fototrappola che avevo piazzato in bosco non ha rilevato alcun movimento, e il cibo non è stato toccato, però abbiamo avuto conferme che Artù sia passato dal Parco delle Sughere». La segnalazione era arrivata da un passante che aveva riconosciuto Artù grazie all’attenzione mediatica che si era creata. Il notevole livello di mobilitazione nella ricerca di Artù ha però avuto anche i suoi effetti negativi: su facebook sono arrivate segnalazioni false o superficiali – indubbiamente in buona fede – riguardo a ritrovamenti di cani in altre regioni del paese o evidentemente di razza diversa. Alcuni addirittura si sono spinti in fantasie ulteriori, parlando di fantomatici rapimenti. La realtà è che Artù è ancora in circolazione, l’ultimo avvistamento al Parco delle Sughere alle 4 strade lo conferma. La ricerca continua.
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