Il presidio
Bracciante trovato morto in un campo
Il 64enne ucciso da un malore, lavorava a Cascina e in Lucchesia. È stato trovato da alcuni familiari che lo cercavano da ore
CASCINA. I familiari lo cercavano dalla sera di venerdì. Daoud Ammar, 64 anni, siriano di origine ma ormai da anni residente a Cascina, lavorava come bracciante agricolo sia a Cascina che per alcune aziende agricole della Lucchesia. Così, l’altra sera, quando familiari e conoscenti non lo hanno visto rientrare a dormire, all’inizio non si sono preoccupati. Hanno pensato che avesse deciso di trascorrere la notte nella zona di Lucca.
La mattina di sabato 17 agosto però hanno cominciato a cercarlo. Lo hanno chiamato più e più volte sul suo cellulare ma lui non rispondeva. Così, quando mancavano pochi minuti alle 10, sono andati a cercarlo, dopo avere provato inutilmente anche in altri terreni, in un campo situato vicino alla strada dell’Arnaccio e a una chiesa che si trova a pochi metri di distanza dall’incrocio con l’Emilia, in una zona al confine con Collesalvetti e Pisa. L’uomo, l’altra mattina, era andato a lavorare in un terreno vicino alla strada. Il caldo di questi giorni potrebbe avere aggravato i problemi cardiaci che già aveva. È stato un malore, secondo il medico del 118, che è intervenuto ieri mattina, a causarne la morte. Ad attivare i soccorsi sono stati gli stessi familiari che già di prima mattina avevano iniziato le ricerche. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Navacchio, oltre alla Pubblica Assistenza di Collesalvetti.
L’uomo era morto da alcune ore ma sul suo corpo non c’era alcun segno di violenza e secondo il medico che lo ha soccorso la morte è avvenuta in seguito ad un infarto.
Ma quando il 64enne si è sentito male non è riuscito a chiedere aiuto, e così è rimasto nel campo dove poi è stato trovato, quando ormai per lui non c’era più niente da fare.
I carabinieri sono rimasti sul posto fino a quando non è stata recuperata la salma. È stata informata la Procura di Pisa e il corpo senza vita è stato consegnato alla famiglia per il funerale. Non è stato spiegato se sono stati effettuati accertamenti per capire per chi stava lavorando quando ha perso la vita.
I carabinieri hanno però spiegato che si è trattato di una morte avvenuta per cause naturali e non strettamente legata al lavoro che l’uomo svolgeva.
La vittima continuava a lavorare duramente, andando nei campi anche in questi giorni di caldo, nonostante soffrisse di problemi cardiaci. –
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