Il Tirreno

Pontedera

L’omicidio del giovane domiciliato a pontedera 

Arrestata anche la complice di Meozzi La pistola usata per uccidere è sua

Francesca Gori
Arrestata anche la complice di Meozzi La pistola usata per uccidere è sua

La donna, 33 anni, era andata con il 45enne a comprare droga: avrebbero rapinato i due spacciatori nel boschettoL’

3 MINUTI DI LETTURA







Non era solo Mirko Meozzi, il quarantacinquenne di Scarlino fermato dai carabinieri per aver sparato e ucciso Bouazza Jarmouni, spacciatore di 25 anni domiciliato a Pontedera, nel boschetto dove era andato a comprare droga. Non era solo ed era anche armato, anche se la pistola con la quale sono stati esplosi tre colpi non apparteneva a lui. Era di Sonia Santi, 33 anni di Suvereto, dipendente stagionale della Coop di Venturina e appassionata di caccia e fucili. La donna ieri mattina è stata arrestata nella sua casa, nel borgo del Livornese ed è stata accompagnata al carcere di Sollicciano a Firenze con l’accusa di concorso in omicidio e tentato omicidio. Era in auto con Meozzi, la sera a cavallo tra l’11 e il 12 agosto e sulla Fiat bianca con la quale i due sono arrivati nel boschetto ai bacini di San Giovanni, dove sapevano di trovare Jarmouni e qualche dose di droga, ha portato la sua calibro 9, quella con la quale il quarantacinquenne di Scarlino avrebbe sparato i tre colpi ferendo Rahaal Eljamouni, 19 anni (anche lui domiciliato a Pontedera) e uccidendo Jarmouni.

l’agguato

Secondo il giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere la donna, l’agguato nel bosco del Filare sarebbe stato premeditato. La ricostruzione fatta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Grosseto insieme ai colleghi della compagnia di Follonica, volevano rapinare lo spacciatore: con sé Meozzi aveva soltanto 20 euro mentre la Santi non avrebbe avuto soldi da aggiungere per comprare le dosi. Una volta arrivati, la donna avrebbe messo la sua pistola in mano al quarantacinquenne: «Fagli paura», lo avrebbe incitato. «Ha parcheggiato la macchina sulla strada e ha chiamato “fra”, noi ci siamo avvicinati alla rete, lui da dentro la macchina ci ha puntato la torcia contro e io ho detto di abbassarla. A questo punto è sceso dalla macchina, si è avvicinato alla rete rimanendo a una distanza di un metro e mezzo», ha raccontato Eljamouni al sostituto procuratore Anna Pensabene, dal suo letto di ospedale. «A quel punto lui ha sparato - continua - prima a Bouassa, poi a me. Dopo che ha sparato io sono scappato verso il bosco. Non o dire perché lo ha fatto, il giorno prima era normale, sennò non ci saremmo avvicinati alla rete».

la rapina

Il motivo di quei colpi esplosi dall’auto della donna con la quale i due indagati erano arrivati ai margini del bivacco degli spacciatori, sarebbe una rapina finita male: Meozzi, mentre la Santi sarebbe rimasta in auto al posto di guida per tutto il tempo, avrebbe svuotato le tasche del venticinquenne rimasto a terra, portando via soldi, un cellulare e anche un po’ di droga. Cocaina è stata trovata dai carabinieri a casa del quarantacinquenne. Cocaina che sarebbe stata presa proprio dalle tasche dello spacciatore una volta caduto a terra. «È incredibile la versione dell’indagato - scrive il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare - perché non è plausibile che non si era accorto di avere della droga in casa».

I due erano insieme: la trentatreenne che evidentemente non voleva pagare lo spacciatore, avrebbe passato la pistola che aveva portato con sé e che secondo il giudice Meozzi non poteva non aver visto (era vestita con una canottiera e con un paio di pantaloncini corti). Lui avrebbe solo dovuto spaventarli, invece avrebbe fatto fuoco.

I carabinieri non hanno potuto fare lo stub sui due indagati: dal giorno dell’omicidio era passato troppo tempo perché tracce di polvere da sparo fossero rimaste sulla pelle di Meozzi e della Santi. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web