Il presidio
Leonardo, l’arte e l’orgoglio dei pasticcieri sul carro con 25.000 bigné
Orentano, capitale dei golosi. Viaggio nel regno dei maestri della pasticceria dove nasce il "dolcione" che quest'anno sarà dedicato al Genio di Vinci e sfilerà domenica 18 agosto. Il presidente: «Sarà un grande evento»
CASTELFRANCO. «Sarà un grande evento che celebrerà un genio italiano, d’altronde i monumenti erano finiti». Scherza il presidente dell’Ente Carnevale Maurizio Ficini, tornando con la mente agli ultimi trent’anni e più di “dolcioni” alla Festa del Bigné, dedicati in passato anche a monumenti celebri. . La manifestazione quest’anno supera il mezzo secolo di vita con l’edizione numero 51 ed un gran finale interamente dedicato ai cinquecento anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, con alcune delle sue più geniali invenzioni protagoniste del “mega dolce”, che sfilerà la sera di domenica 18 agosto.
«Il genio di Leonardo – per il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti – è ancora vivo nell’inventiva e nel saper fare dei toscani, come dimostra questa manifestazione così longeva, anche nei pasticcieri. L’arte della pasticceria è una tradizione che accompagna gli orentanesi da molti anni ed è stata da loro esportata anche nella capitale, dove si spostarono nel dopoguerra in cerca di fortuna e dove tutt’oggi i loro laboratori continuano a far scuola».
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La ricorrenza di Leonardo sarà celebrata con una struttura lunga 12 metri, larga 4 e alta 6, che ne riproduce tre celebri invenzioni. Un lavoro enorme che impegna i volontari dell’Ente Carnevale per più di tre mesi. «Come sempre serviranno circa venticinquemila bigné, ma probabilmente andremo oltre – spiega il presidente Maurizio Ficini –. La prima edizione del dolcione naque nel 1987 a seguito di un’idea geniale di Ivo Stefanelli, con un gran profiterole da Guinness dei primati. Poi sono arrivati i monumenti e gli edifici celebri. Da qualche hanno abbiamo deciso di dedicarci ad alcune ricorrenze come l’anniversario della nascita della Vespa o i 100 anni del Giro d’Italia».
Evoluzione che oggi, dopo tanti anni ha visto trovare una sintesi fra due delle manifestazioni più note di Orentano dopo la pizza: il carnevale e l’arte pasticcera, con un mega dolce che mette insieme lavoro di carpenteria e cucina.
«Con gli anni siamo ci siamo evoluti insieme anche alle normative vigenti – continua Ficini –. Dal dolcione vero e proprio del primo anno alle prime strutture ricoperte di carta stagnola e bignè farciti. Infine le strutture ricoperte di bignè e con alla base il pan di Spagna, che quest’anno invece sarà portato a parte».
Dopo la sfilata nella strada principale del paese, come da tradizione, il dolce verrà distribuito gratuitamente ai presenti. I bignè saranno acquistabili agli appositi banchetti per tutta la durata della manifestazione.
Una sorta di sintesi fra il carro carnevalesco e la celebrazione del bignè, che qui a Orentano richiama anche una lunghissima tradizione di grandi pasticceri emigrati a Roma negli anni Sessanta, che poi d’estate tornavano per partecipare alla vita del paese e alle sue feste. «Un fenomeno che di generazione in generazione si sta affievolendo – dice l’assessora allo sviluppo economico Ilaria Duranti. – Ma che resta nella memoria proprio attraverso questa festa così originale». —
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