Il presidio
Fucili e gabbie contro i cinghiali in Padule ora si spara anche nelle aree protette
Si tratta di una misura mai vista prima d’ora, le operazioni anti ungulati da venerdì 16 agosto al 31 dicembre prossimo
fucecchio. Gabbie e fucili. Comincia nella serata di venerdì 16 agosto l’attività di contenimento cinghiali nella riserva naturale La Monaca-Righetti (è esclusa l’area delle Morette), all’interno del Padule di Fucecchio. Proseguirà fino al 31 dicembre ogni martedì e venerdì, in orario serale e notturno.
«Un’operazione straordinaria, ma la situazione è di emergenza visti i molteplici danni alle colture», dice l’assessore all’ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni, che annuncia l’intenzione di presentare al consiglio regionale una proposta di legge «in modo da introdurre un equo risarcimento per gli agricoltori che lavorano nelle riserve toscane, così da avere uguale trattamento con chi lavora nei terreni contigui».
Da Firenze c’è l’autorizzazione a sparare dentro la zona protetta: una misura mai vista prima, come mai fino ad ora si erano contati circa 300 cinghiali a fare scorribande. Nei giorni indicati, partiranno in perlustrazione squadre composte da 7-10 uomini: cacciatori con apposito brevetto e Guardie Venatorie, sotto il coordinamento della Polizia provinciale di Pistoia guidata da Franco Monfardini, che ha appena dieci agenti su tutto il territorio e deve farsi aiutare sul campo. Hanno l’ordine di fare fuoco.
«Inoltre – aggiunge Monfardini – posizioneremo delle gabbie appena fuori dalla riserva, anche intorno alle Morette». Non è possibile per ora posizionare le grosse trappole per gli ungulati nel perimetro della zona tutelata: è andata deserta la gara per affidare l’opera pubblicata dalla Regione. «Ci riproveremo», assicura Fratoni.
L’operazione di abbattimento inizierà dopo le 17, quando si fermeranno i lavori in corso per la “rinaturalizzazione” del Padule, portati avanti dal Consorzio di bonifica del Basso Valdarno che è proprietario delle superfici La Monaca-Righetti. Così il suo presidente, Maurizio Ventavoli: «Da regolamento, la manutenzione delle riserve può avvenire solo dopo il 10 agosto di ogni anno. Poi ci sono delle zone lasciate in completo abbandono, prima utilizzate per antichi mestieri. Tutto questo fa proliferare la presenza del cinghiale, animale alloctono, che qui trova rifugio, acqua e cibo. E finisce anche per danneggiare l’oasi naturale». Secondo le perizie dell’Atc Pistoia, dei 60.000 euro di danni alle aziende agricole l’80% si verificano nel Padule di Fucecchio. «Finalmente, a due anni di distanza dalla nostra prima segnalazione, si avviano gli interventi di controllo sugli ungulati – afferma Massimo Damiani, presidente dell’Ambito territoriale di caccia – per arrivare a questo punto il percorso non è stato facile. È necessario superare il modello di gestione utilizzato fino ad oggi, che non è stato efficace. Vorrei far presente che questa problematica non si risolverà definitivamente: dobbiamo infatti prevedere un piano straordinario di ripulitura e di miglioramento ambientale nel cratere palustre».
Poi il sindaco di Ponte Buggianese, Nicola Tesi: «Il problema degli ungulati è emerso con forza con un avvistamento in via Bramalegno, a poche centinaia di metri dal centro abitato. È stato un fatto imprevisto. La presenza dei cinghiali in Padule è invece cosa nota. Come Comune abbiamo fatto la nostra parte, modificando il regolamento di polizia rurale per la manutenzione dell’erba, il cui primo taglio deve essere effettuato entro il 30 giugno. È soltanto tenendo puliti i campi intorno al Padule che diminuisce il rischio di stazionamento dei cinghiali».
Più complicata l’opera all’interno della riserva naturale, dove in più punti la zona è a fitta boscaglia, conseguenza di trent’anni di incuria. Servono per questo i fucili. –
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