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«Serve un’accademia per formare tecnici. Aiutatemi, altrimenti le ditte chiuderanno»

«Serve un’accademia per formare tecnici. Aiutatemi, altrimenti le ditte chiuderanno»

Mancini ha realizzato a Santa Croce una scuola di meccanica a sue spese: «Ma occorre il supporto delle istituzioni»

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SANTA CROCE. «Voglio creare nel comprensorio del Cuoio una “Silicon Valley” dell’artigianato toscano, che insegni di nuovo a usare le mani, dalla saldatura, anche robotizzata, alla verniciatura, passando per la tornitura e la fresatura. Un’accademia specializzata per non disperdere il sapere. Io ci metto le macchine, l’esperienza, i docenti, i locali, alle istituzioni il compito di metterci il resto». . È questo l’appello di Ivo Mancini, imprenditore fucecchiese del settore meccanico con aziende a Santa Croce sull’Arno, domenica scorsa ha lanciato come ospite degli “Incontri al Caffè” della Versiliana, a Marina di Pietrasanta. Mancini ha parlato nel corso di un incontro dal titolo “Scuola, lavoro e nuove frontiere”, in cui era stato invitato a raccontare la propria esperienza assieme all’assessore della Regione Toscana al lavoro e alla formazione Cristina Grieco e al conduttore tv e giornalista Paolo Del Debbio, intervistati da Claudio Sottili.

Mancini, 84 anni, da dicembre 2018 ha aperto, a sue spese, una vera e propria scuola di meccanica all’interno delle sue aziende di Santa Croce sull’Arno, che si chiamano Futura Lavorazioni Meccaniche e Cm Tannery (specializzata nella produzione di macchine per la conceria), acquistando macchinari di ultima generazione. L’obiettivo dell’imprenditore è quello di formare tecnici specializzati in modo tale da dare continuità alle proprie aziende, che si occupano prevalentemente di realizzazione e manutenzione di macchine per il settore conciario. Secondo il suo pensiero, senza una formazione adeguata di nuove leve professionali la sua azienda, in cui lavora anche la seconda generazione della famiglia Mancini, rischia la chiusura nei prossimi dieci anni per assenza di ricambio di dipendenti specializzati. L’imprenditore di Fucecchio ha allestito la sua scuola di meccanica in un capannone di 400 metri quadrati e può ospitare attualmente una decina di apprendisti. Sta comunque eseguendo altri lavori per ampliare gli spazi, sfruttando degli ambienti di nuova realizzazione.

Secondo Mancini l’attuale sistema formativo regionale e nazionale (composto da una rete tra istituzioni, scuole, agenzie accreditate, enti e associazioni di categoria) non è abbastanza efficiente affinché chi si avvicina a questo mestiere possa davvero padroneggiarlo. «C’è bisogno di un intervento a livello legislativo affinché le scuole possano portare con maggiore facilità gli studenti nelle aziende – spiega Ivo Mancini – e che gli imprenditori come me possano avere strumenti maggiori, rispetto agli stage attuali, per fare sì che il giovane in ditta sia messo in condizione di apprendere senza costi eccessivi per l’impresa. Inoltre è necessario che già dalla scuola secondaria di primo livello (le medie per intendersi) gli studenti possano entrare in azienda e iniziare a capire il mestiere in modo da sceglierlo, eventualmente, come proprio».

«Talvolta meglio apprendere subito una professione invece di andare lontano con gli studi ed essere costretti a emigrare all’estero. Il lavoro in meccanica c’è – conclude Mancini – invito i giovani a capire che esiste un altro mondo al di fuori dello studio. Abbiamo bisogno di scovare quei super tecnici introvabili che sappiano creare, con la mente e con le mani». L’imprenditore si propone dunque come un “Verrocchio 4.0” (sulle orme del pittore e scultore, maestro tra gli altri di Leonardo da Vinci e Botticelli), un maestro di grande esperienza pronto a formare i lavoratori professionisti del domani.

Adesso la parola spetta alle istituzioni, perché solo insieme si possono raggiungere grandi traguardi. —


 

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