Il presidio
L’anfiteatro passa al Comune: c’è l’accordo, via ai lavori
Il sindaco: «Manca solo la firma Il cantiere per la messa in sicurezza può aprire già il 23» Sorge: «Vogliamo far emergere un terzo della struttura»
volterra. Siamo in dirittura d’arrivo per la nuova scoperta archeologica di Volterra: un anfiteatro romano. E con questo, possiamo dire che la cronotabella fissata a primavera, sarebbe rispettata.
La famiglia Taddei, proprietaria del terreno su cui insiste queste nuova importante scoperta, ha raggiunto gli accordi sui vari passaggi burocratici legati alla procedura di esproprio con il Comune di Volterra e ora si dovrebbe passare alla messa in sicurezza della struttura e dell’area circostante.
«Soltanto questione di mettere il classico nero su bianco delle procedure di esproprio – dice il sindaco di Volterra Giacomo Santi – con la signora Franca Taddei . E dopo il contratto dal notaio iniziare. Se devo azzardare la data, dico il 23 agosto».
«Si tratta – spiega la funzionaria della Soprintendenza, Elena Sorge – di procedere della messa in sicurezza a iniziare dalla strada di accesso, e quindi l’opera previsionale della raccolta e dello scarico delle acque. Per la strada procederemo, nell’ottima del risparmio delle risorse economiche, di recuperare il terreno rimosso dall’anfiteatro».
Quanto tempo è previsto? «Grosso modo un paio di mesi».
Una volta le ruspe spegneranno i motori e la sicurezza agli archeologi sarà garantita a tutti gli effetti, si provvederà a far riemergere la maggior parte possibile dell’anfiteatro di epoca romana. I versanti delle colline circostanti, infatti, sono in movimento e c’è bisogno dell’opera spiegata dalla dottoressa Sorge per evitare pericoli durante lo scavo vero e proprio dei reperti. Reperti che sorgono nella zona del cimitero.
«Puntiamo a far emergere un terzo della struttura – ha ripreso Sorge –-. Ma anche scavare in profondità per verificare la staticità dei criptoportici già individuati. Ma buona parte del lavoro riguarderà la valutazione della stabilità della collina a ridosso dell’area di scavo, sotto cui l’anfiteatro si sviluppa. E in questo – tiene a ripetere l’archeologa – serve l’opera della Regione che deve diventare un soggetto attivo in questa partita».
Il reperto vicino al cimitero di Porta Diana a Volterra venne a luce nell’estate 2015 ma lo scavo è fermo dal 2016. Ora si aprono davvero interessanti prospettive se i lavori ripartono nell’arco di una decina di giorni è di ripartire nel giro di due mesi.
Anche perché non va dimenticato il contributo, arrivato a marzo di ben 250mila euro messi a disposizione dall’ente Fondazione Cassa di risparmio di Volterra dal neo presidente Roberto Pepi.
Così pian piano si tornerà ad ammirare un altro gioiello racchiuso nell’infinito scrigno che sembra essere rappresentato dalla sommità del colle etrusco: un anfiteatro dalla forma ellittica che misura 82 metri per 64 e con una profondità variabile tra sei e dieci metri. Una struttura che all’epoca di massimo splendore ospitava spettacolo con una capienza di settemila persone. —
Paolo Falconi
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