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tradizione e solidarietà 

Ai piccoli ospiti della casa famiglia in Benin il vessillo di Sant’Andrea

Marco Sabia
Ai piccoli ospiti della casa famiglia in Benin il vessillo di Sant’Andrea

Regalo della contrada che ha anche destinato fondi ai bimbi Il denaro è quello raccolto durante l’ultima edizione del palio

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FUCECCHIO. Il Palio di Fucecchio arriva anche in… Benin, nell’Africa Sub-Sahariana (una delle aree più povere del continente nero). La contrada Sant’Andrea, che ha vinto l’ultima edizione della corsa dei cavalli, ha donato ai bambini della casa famiglia Shalom Riccardo e Ruggero Di Flavio i fazzoletti di contrada.

Curiosità: il rosso e il verde della contrada insuese sono anche i colori nazionali del Benin, dove adesso una delegazione di Shalom - guidata dal fondatore don Andrea Pio Cristiani e da don Donato Agostinelli - si trova per seguire i progetti portati avanti in Africa dal Movimento, allo scopo di aiutare le fasce deboli della popolazione locale.

Ma dietro alla donazione dei fazzoletti di contrada, c’è la solidarietà: da ormai alcuni anni le contrade di Fucecchio - invece di scambiarsi targhe in occasione della cena della vittoria - hanno deciso di mettere delle quote di denaro da destinare alla beneficenza; è la contrada vincitrice, poi, a decidere a chi donare queste risorse.

La contrada Sant’Andrea, da par suo, ha destinato i soldi raccolti all’orfanotrofio di Shalom, che si trova nella città di Lokossa. La somma è stata impiegata per acquistare cibo e materiale scolastico a favore dei bambini e la contrada ha aggiunto i fazzoletti simbolo della propria appartenenza; è stata la fucecchiese Chiara Boddi insieme a don Andrea, a portarli in Africa e a farli indossare ai bambini della casa famiglia per la classica foto ricordo. Una scena simpatica, che unisce idealmente due mondi che hanno difficoltà ad incontrarsi, anche a causa di tanti pregiudizi.

I 37 bambini sono ospitati nella casa famiglia Riccardo e Ruggero Di Flavio, realizzata grazie ad una donazione privata in nome di questi due giovani scomparsi prematuramente; la casa famiglia mira a offrire un alloggio e un luogo di crescita e di sviluppo ai bambini orfani di Lokossa, città del Benin a 100 chilometri dalla capitale. È stato infatti realizzato un orfanotrofio accanto a cui è in via di completamento un panificio che, seguendo la strategia ormai ben sperimentata del Movimento Shalom, darà lavoro a giovani locali e contribuirà al mantenimento delle spese di gestione del centro.

I lavori al panificio sono iniziati a settembre dello scorso anno e sono in fase di ultimazione. La delegazione si sposterà poi in Togo (a Lomè), dove Shalom ha un ostello, un panificio sociale. Un centro di formazione, una scuola per l’accoglienza dei bambini di strada e per le adozioni a distanza.

Dal 17 agosto, la ripartenza verso l’Italia dei 20 ragazzi, di don Andrea e don Donato. Nel frattempo prosegue la raccolta fondi per ripristinare il tetto scoperchiato dal maltempo dell’Università Shalom che ha sede in Burkina Faso. —

Marco Sabia

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