Il Tirreno

Pontedera

l’attentato all’azienda edile 

Sopralluogo degli artificieri dopo l’esplosione dolosa

S. C.
Sopralluogo degli artificieri dopo l’esplosione dolosa

I vari reperti saranno inviati al Ris a Roma. I carabinieri ipotizzano che all’interno di un secondo innesco ci fosse polvere pirica 

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VICOPISANO. I carabinieri sono al lavoro per dare un nome all’autore dell’attentato esplosivo messo in atto contro il magazzino di una ditta che opera nell’edilizia situato nella campagna di Vicopisano. L’autore non è stato identificato ma gli inquirenti, a mano a mano che mettono insieme i tasselli della vicenda, pensano a una persona ingegnosa, un tipo che fa venire in mente MacGyver, l’agente di una nota serie televisiva. Sicuramente chi ha fatto esplodere il capannone s’intende di elettronica e non è proprio un neofita in fatto di dispositivi a tempo. Per essere sicuro che la bombola del gas causasse una forte esplosione chi ha colpito l’azienda edile ha costruito un meccanismo con due inneschi, o due tipi di accensione, o fiammiferi, per avere la certezza che se uno dei due avesse fallito l’altro avrebbe comunque innescato lo scoppio. Così ieri a San Giovanni alla Vena, nella caserma dei carabinieri, sono arrivati gli artificieri del reparto di investigazioni scientifiche di Firenze. Prima che il congegno venga inviato a Roma al Ris (Reparto investigazioni scientifiche), i militari hanno richiesto l’intervento degli artificieri per fare una prima perizia del materiale che è stato sequestrato insieme alla bombola di gas e che è stato usato per distruggere con lo scoppio il capannone. La prima ipotesi è che l’autore dell’attentato abbia usato anche un certo quantitativo di polvere pirica per essere sicuro di innescare l’esplosione. I Ris poi sono stati incaricati di svolgere tutta un’altra serie di accertamenti per andare alla ricerca di eventuali impronte, rimaste sul nastro isolante o sul congegno usato per il collegamento alla bombola, o per individuare eventuali altre tracce biologiche. L’esplosione è avvenuta a metà luglio nel magazzino di materiale edile di proprietà di una piccola azienda, la M.G.S. Edilizia. Per i carabinieri che stanno indagando, si tratta di un atto pianificato e di chiara matrice dolosa. Si pensa a un'intimidazione. Il sopralluogo dei vigili del fuoco di Cascina ha consentito di individuare l'ordigno: una bombola del gas collegata a un tubo di gomma. —

S. C.

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