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«Noi prigionieri di schiamazzi e sosta selvaggia»
Una delegazione di residenti di via IV Novembre e via Conti ha incontrato il sindaco Giglioli: «Problema non solo estivo Vogliamo risposte concrete»
SAN MINIATO. La movida sanminiatese torna a far discutere, un po’ come negli anni ruggenti del primo Chalet.
Sotto accusa stavolta c’è la situazione di via IV Novembre e via Conti, dove il boom di locali e ristoranti degli ultimi anni ha finito per cozzare con le necessità dei residenti. Un gruppo di cittadini ha incontrato il sindaco Simone Giglioli per «esporre le problematiche relative al disturbo della quiete notturna» scrivono i residenti, che si firmano come “Quella parte di San Miniato che non dorme”.
«Abbiamo espresso il nostro disappunto e la nostra rabbia – dicono – poiché gruppi numerosi di giovani e meno giovani sostano nella strada di fronte ai bar fino a tarda notte, dopo essersi riempiti lo stomaco di cocktail e quant’altro, impedendo a chi vive in via IV Novembre e via Conti di dormire all’ora desiderata. Il sindaco ha puntualizzato che sull’orario degli esercizi non ha alcuna facoltà, poiché esiste una legge nazionale che liberalizza le aperture e le chiusure anche per dieci ore consecutive. Questo è vero, ma la legge dice anche che da mezzanotte alle sette non si può disturbare chi risiede in quei luoghi. Ogni bar dovrebbe prima di tutto spengere le musica, che perdura ad alto volume fino a tarda notte, chiudere le porte (che dovrebbero essere insonorizzate) e invitare le persone che sostano di fronte ai locali ad entrare, evitando così schiamazzi, canti e quant’altro».
Oltre al rumore, però, sono anche le auto in sosta selvaggia a fare arrabbiare i residenti: «Abbiamo parlato delle auto di coloro che vengono per cenare o per il dopocena – proseguono – suggerendo un servizio notturno della polizia municipale per educare all’uso dei parcheggi. Per circa un’ora abbiamo esposto tutti i problemi creati da quei locali che non chiudono a mezzanotte o poco dopo ma vanno ben oltre, dando suggerimenti e soluzioni per convivere in modo educato e rispettoso».
«A questi punti – concludono – pretendiamo dall’amministrazione una risposta concreta ad un problema che non è più stagionale. Altrimenti siamo pronti a procedere attraverso i canali consentiti dalla legge». —
G.P.
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