Il Tirreno

Pontedera

«L’acqua in casa sua è contaminata». E le rubano anelli d’oro

Andreas Quirici
«L’acqua in casa sua è contaminata». E le rubano anelli d’oro

Fornacette, truffa da 15mila a un’anziana con falsi addetti alla rete idrica: «Mi hanno portato via anche la fede e un orologio prezioso»

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CALCINAIA. La voce è decisa, ma quasi rotta dalla rabbia. «Sono stata vittima di una truffa. Mi hanno rubato l’oro che avevo in casa». In tutto circa quindicimila euro che ha denunciato ai carabinieri raccontando per filo e per segno come un falso addetto alla rete idrica, insieme a un complice, l’abbia raggirata.. La vittima ha ottantacinque anni e abita col marito, che è malato, in una villetta a schiera nella zona tra la Tosco Romagnola e la circonvallazione, a Fornacette. Tutto è successo di prima mattina. «Stavo dormendo, erano le 8 – racconta l’anziana – A un certo punto sono stata svegliata dal suono insistente del campanello di casa. Mi sono affacciata dalla finestra e ho visto un uomo al cancello».

La descrizione dell’ottantacinquenne parla di abiti che ricordavano quelli di un addetto alla rete idrica. E infatti c’è l’acqua in mezzo a questa triste storia. «Mi ha detto che, a causa della rottura di un tubo, si era diffusa una sostanza nelle fognature e che doveva fare un controllo inizialmente alla cannella che ho in giardino», spiega la signora.

Ovviamente la verifica dà esito positivo. L’inquinamento c’è, serve un ulteriore controllo alle tubazioni della casa che, anche in questo caso indicano «un alto livello d’inquinamento». Da qui in poi va in scena la truffa dell’oro che rischia di rovinarsi se viene a contatto con l’acqua contaminata. «Portavo anelli alle dita, cinque compresa la fede – sottolinea la donna – Ma ha detto che c’era il rischio che si annerissero se toccavo le pareti o se li bagnavo. Ha voluto anche sapere il cellulare di mia figlia che ha fatto finta di chiamare dicendomi poi che, visto che avevo altro oro in casa, di metterlo in una borsina che si trovava sul tavolo della cucina. Chissà a cosa pensavo. Avrei dovuto capire che mi stavano fregando».

Invece, la scena va avanti ed è la volta della «necessità di usare uno speciale macchinario per eliminare l’inquinamento», compreso il fatto che il truffatore deve essere aiutato da un collega. «Aveva una maglietta con la scritta polizia», dice la donna che poi aggiunge: «Mi hanno detto che, a quel punto, avrei dovuto staccare le spine dalle prese di corrente, per evitare ulteriori problemi. Io sono andata in giro per la casa a fare quello che mi era stato detto. Ma quando sono tornata in cucina, i due erano spariti e, ovviamente, anche la piccola borsa con dentro tutto il mio oro, compreso un orologio di mio marito».

L’anziana racconta la sua vicenda e ripensa a tutto quello che è accaduto: «Io sono una donna che ha studiato e che, di solito, riesce a valutare quello che le sta succedendo. Ma con quei due, con i modi che avevano di spiegarmi le cose, sono andata in bambola».

Episodi che si ripetono in provincia con centinaia di anziani vittime di truffe come quella messa in pratica a Fornacette mercoledì mattina. —

 

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