Meteo
«Volevo calmarli, ho preso la coltellata: potevo morire»
Parla il 53enne intervenuto per sedare una lite in centro tra due uomini che conosce: «La lama ha sfiorato l’arteria, d’ora in poi farò gli affari miei»
SAN MINIATO. «Per fare del bene ho rischiato di morire. La prossima volta mi faccio gli affari miei». Negli occhi ha ancora quella lama che spunta all’improvviso e va a conficcarsi nel suo addome. E poi il sangue che colora l’asfalto. . Nicola Lanfri ha cercato di far ragionare due nordafricani che stavano litigando in mezzo alla strada ed è stato ricambiato con una coltellata: «I medici mi hanno detto che mi sono salvato per un centimetro: se la lama avesse reciso l’arteria, ora non sarei qui. Anzi, non sarei neanche arrivato all’ospedale».
E invece il cinquantatrenne, molto conosciuto in paese, se l’è cavata con qualche punto di sutura e una prognosi di otto giorni.
E ieri mattina è tornato in via Diaz, a due passi da piazza Stellato Spalletti, nel cuore di Ponte a Egola, che nel tardo pomeriggio di martedì si è trasformata nello scenario del suo terribile incubo.
«Erano passate da poco le 19 – racconta l’ex custode dello stadio Leporaia –. Ho visto due persone che litigavano. Non so quale fosse il motivo, ma erano molto agitati. Per quello che ho avuto modo di capire la discussione era già iniziata altrove, poi era proseguita in un locale e da lì in mezzo alla strada». Nicola conosce i due litiganti. Li sente gridare, capisce che la situazione sta degenerando. E decide di intervenire per fare da paciere.
Una mossa fatta a fin di bene ma che rischia di pagare con la vita: «Mi sono messo in mezzo ai due che si stavano minacciando non so per quale motivo, questo non sono riuscito a capirlo. Ma sembravano disarmati». Sembravano, appunto. Ma la realtà era ben diversa. «Ho cercato di farli ragionare, ma uno ha tirato fuori un coltello».
Tutto si è svolto nell’arco di pochi secondi, con Lanfri che non ha avuto neanche il tempo di difendersi e di fare un passo indietro: «Mi ha dato una coltellata. E io sono finito per terra, in ginocchio. Terrorizzato. Perdevo molto sangue, ma sono riuscito a trovare la forza di rialzarmi e di avvicinarmi ad alcune persone per chiedere aiuto».
Nel frattempo i due nordafricani erano fuggiti, abbandonando Nicola sull’asfalto di via Diaz.
E mentre i carabinieri sono intervenuti per raccogliere testimonianze e ricostruire l’aggressione (nei confronti dei due non sono stati presi provvedimenti in quanto la prognosi è inferiore a venti giorni e quindi si procede a querela di parte), il ferito è stato trasportato al pronto soccorso del San Giuseppe di Empoli, da dove è stato dimesso nella notte.
Insieme ai punti di sutura e allo choc, resta anche tanta amarezza: «Ho già i miei problemi, visto che sono disoccupato – dice Nicola mostrando la ferita –. Mi sono messo in mezzo a quei due convinto di fare una cosa positiva. E guardate com’è andata a finire... D’ora in poi mi farò gli affari miei, questo è certo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
