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il caso 

Scuse e beneficenza e l’accusa di stalking cade: solo molestie

P.B.
Scuse e beneficenza e l’accusa di stalking cade: solo molestie

Una donna di Vicopisano aveva “assillato” una figlia di Michele Buoninconti per farla riavvicinare al padre in carcere per l’omicidio  della moglie Elena Ceste

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vicopisano. Non era una stalker. Al massimo una persona petulante che non aveva il senso della misura. E che si era fatta coinvolgere in una storia in cui era stata fatta entrare da un uomo che sta scontando 30 anni per l’omicidio della moglie.

Una vicinanza che è diventata un’ossessione per Marilinda Gimelli, 57 anni, di Vicopisano, protagonista di un assillo snervante sulla figlia più grande di Michele Buoninconti ed Elena Ceste. Lei è stata uccisa e lui è in carcere per il delitto della mamma dei suoi figli nel gennaio 2014.

Assistita dall’avvocato Rubina Colombini, la donna davanti al gup del Tribunale di Asti si è vista derubricare il reato di stalking in quello contravvenzionale di molestie alla persona e con un’oblazione di 250 euro ha chiuso ogni pendenza con la giustizia estinguendo il reato. Non solo. Come chiesto dalla parte offesa, la ragazza che per mesi è stata disturbata dall’imputata trasformata in ambasciatrice di Buoninconti che voleva riavvicinarsi alla figlia, Gimelli ha scritto una lettera di scuse con la promessa di fare un’offerta simbolica a favore dell’ospedale pediatrico Meyer.

Gimelli aveva contattato in vari modi la ragazza, all’epoca ancora minorenne. Prima attraverso messaggi telefonici molto insistenti e poi anche di persona, fuori dalla scuola di Alba frequentata dalla ragazza. Era evidente che dietro questa insistenza ci fosse Michele, ma la donna non si è resa conto di aver creato un gravissimo disagio nella ragazzina che, con i suoi tre fratelli, aveva perso madre e padre ed era già stata per anni al centro dell’attenzione dei media.

L’imputata, consapevole di aver violato la sfera personale della ragazza, si è scusata ottenendo il ritiro della querela. Nella lettera porge «sentite e sincere scuse per le condotte tenute» impegnandosi «affinché analoghe condotte non siano più ripetute». —

P.B.

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