Il Tirreno

Pontedera

la sentenza 

Il Consiglio di Stato: no al trattamento di rifiuti non conciari

N.D.M
Il Consiglio di Stato: no al trattamento di rifiuti non conciari

Respinto il ricorso di Cuoiodepur contro la decisione della Regione di non concedere l’autorizzazione “Cambiamenti”: «Ora serve  un confronto in consiglio» 

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SAN MINIATO. Tornano a far discutere gli “extraflussi” all’impianto di Cuoiodepur, sull’opportunità di trattare sostanze di origine non conciaria. Con sentenza del Consiglio di Stato, infatti, è giunta all’epilogo la battaglia fra Regione e vertici del depuratore, che avevano impugnato la decisione di non concedere le autorizzazioni a smaltire alcune sostanze pericolose. Un impugnazione che aveva dato già esito negativo per i legali di Cuoiodepur, che si erano appellati quindi al Consiglio di Stato nel tentativo di ribaltare la decisione del Tar. «La sentenza del Tar – scrivono i consiglieri Manola Guazzini e Matteo Squicciarini– si fondava su citazioni testuali da relazioni dell’Arpat che dicono che verrebbe rilevata nei reflui in uscita dal depuratore la presenza di sostanze non consentite che non provengono dal processo di produzione conciario. Il Consiglio di Stato ribadisce che “il depuratore risultava privo delle caratteristiche e le capacità adeguate per trattamento degli extraflussi e tali da garantire il rispetto dei valori limite e degli obiettivi di qualità dei corpi idrici. Né i rifiuti liquidi trattati risultavano compatibili con il ciclo depurativo dell’impianto”. Ci preoccupa perciò che l’amministrazione comunale che ha una responsabilità preminente nel suo indirizzo, non abbia sentito il bisogno rispondere in modo puntuale e argomentato nel merito di rilievi contenuti in relazioni di un organo come Arpat. In questa situazione diventa assolutamente cruciale che ci sia una discussione vera sulle nomine, che il sindaco ha effettuato e su cui dovrà riferire nel primo consiglio utile. Noi riteniamo che vada totalmente eliminata l’importazione per esclusivi scopi di profitto di reflui e rifiuti non funzionali al compimento dei cicli di depurazione, e che fanno rilevare la presenza negli scarichi di sostanze definite dalle normative come “pericolose” e che non si trovano nel processo di conceria». —

N.D.M

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