Il Tirreno

Pontedera

la storia 

Bimbo saharawi acquista la vista grazie alla vacanza cascinese

A.Q.
Bimbo saharawi acquista la vista grazie alla vacanza cascinese

Bachir, 6 anni, è stato operato al Meyer per gravi patologie agli occhi. È ospite da mesi di Federica Galloni, volontaria di Progetto Arci 690

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. La storia è di quelle che sciolgono il cuore. Un bimbo saharawi di 6 anni, con gravi problemi alla vista, è stato operato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze tornando a vedere il mondo con occhi sani. Una storia che passa dal grande impegno dei volontari di Progetto Arci 690 Saharawi che ha sede a Cascina, città in cui il piccolo Bachir sta vivendo attualmente per sottoporsi alle visite di controllo che si svolgono al Meyer. La famiglia ospitante è quella di Federica Galloni, volontaria dell’associazione che fa viaggi umanitari nel deserto africano dal 2003. «Una gioia osservarlo dopo l’operazione – racconta Federica –. Ha detto subito che finalmente avrebbe potuto vedere bene il volto dei suoi genitori».

Già, perché Bachir è in Italia per curarsi, ma è in stretto contatto con il babbo e la mamma che, dolorosamente ma pieni di fiducia, l’hanno fatto partire con la speranza di tornare ad avere una vista normale. L’occhio destro, infatti, fin dalla nascita, soffre di cataratta congenita che gli permette di vedere solo ombre. Mentre il sinistro può contare su pochi decimi e, quindi, una vista assai poco definita.

È arrivato nel Pisano grazie al progetto “Piccoli ambasciatori di pace” che ogni anno porta bimbi saharawi in Italia per una vacanza d’integrazione con i bambini del posto, ma che serve anche per effettuare visite mediche ai piccoli africani in strutture che, ovviamente, nel deserto non ci sono. Subito le condizioni di Bachir sono apparse gravi. Ma grazie alla spinta dell’associazione e dell’interessamento della consigliera regionale del Pd, Alessandra Nardini, oltre al lavoro svolto dall’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, è stato possibile realizzare un intervento molto difficile all’ospedale pediatrico fiorentino. Ma che ha ridato la vista a Bachir.

«Ora è qui con noi – racconta Galloni –. Migliora giorno dopo giorno. Riesce a essere autonomo e sta seguendo il percorso indicato dal Meyer. Difficile dire quanto resterà a vivere a Cascina, ma speriamo che possa riabbracciare presto i suoi genitori». —

A.Q.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana