Il presidio
«Ci servono solo 8 mesi per costruire il nuovo centro»
I vertici: «Il trasferimento a Marina deciso da anni. I ritardi non dipendono da noi, ora i lavori sono appaltati e finiranno a luglio Serve soltanto buonsenso»
FAUGLIA. «La decisione di cambiare struttura era stata già assunta dalla nostra Fondazione fin dal 2008. La questione attuale è solo quella della possibilità di proseguire l’attività fino a luglio 2020 prolungando il termine previsto di novembre 2019». Così Roberto Cutajar e Giuliano Maffei, rispettivamente direttore e presidente della Fondazione Stella Maris dopo il nostro articolo pubblicato ieri sulla chiusura della residenza sanitaria per disabili di Montalto, dopo che l’Asl, che finora aveva sempre prorogato le autorizzazioni per lo svolgimento dell’attività, ha deciso che il centro non può continuare a restare aperto a causa di carenze strutturali.
«Visto il contesto che purtroppo ha veduto i gravi episodi di maltrattamenti scoperti nel 2017 desideriamo effettuare alcune precisazioni. Nel 2008 – spiegano Cutajar e Maffei – abbiamo presentato al Comune di Fauglia un progetto di costruzione di una nuova Residenza sanitaria per disabili su un’area di proprietà della Fondazione, prospiciente l’attuale struttura a Montalto. Il progetto da 4 milioni di euro non andò in porto per difficoltà in merito alla convenzione da stipularsi con il Comune. Nel 2013 abbiamo acquistato la struttura Colonia Giotto a Marina di Pisa per ampliarla e ristrutturarla in modo da trasferirvi il Centro di Montalto. Purtroppo l’atto di acquisto si è potuto perfezionare solo nel 2017 a causa di questioni di ordine amministrativo del venditore (Arcidiocesi di Firenze) nei confronti del Comune di Pisa. Nel 2017 sono iniziate le verifiche della Commissione di controllo dell’Usl presieduta dalla dottoressa Brizzi nell’ambito delle quali abbiamo stimato in circa due anni il periodo di ottenimento dei permessi e di materiale costruzione della struttura, ovvero con una scadenza a novembre 2019. Si trattava di una stima di buon senso, molto precisa e certificata da un tecnico. Invece, in questi due anni accanto al normale iter dei permessi ed autorizzazioni è emersa la questione urbanistica relativa ad una vecchia ferrovia che collegava Livorno a Pisa. Tra pareri ed autorizzazioni relative (non previste nella stima di periodo del 2017) abbiamo perso circa 7 mesi sul cronoprogramma concordato. Sono quelli di cui abbiamo bisogno per realizzare la nuova struttura. Dunque, non è responsabilità o inerzia da parte dei Stella Maris che si è generato questo ritardo».
In sostanza, secondo la Fondazione «il diniego della Commissione Brizzi, fatto proprio dalla direzione dell’Usl, non è al prosieguo della vita del Centro, questione che non si pone perché la stessa Stella Maris aveva deciso in tal senso ben prima del 2017 come visto, ma a far proseguire l’attività fino al luglio 2020, mese di conclusione dei lavori. A nostro parere prima di un questione normativa continua ad essere semplicemente una questione di buon senso».
Venerdì scorso, il cda della Fondazione ha individuato la ditta che farà i lavori, «rispettando il cronoprogramma che avevamo mandato alla Commissione il 24 aprile scorso che ricomprendeva il periodo aggiuntivo. I lavori sono tecnicamente eseguibili entro quella data perché prevedono una tecnologia di costruzione in acciaio, che ha tempi molto rapidi. Anche di questo abbiamo informato al Commissione. Precisiamo ancora che avevamo opposto un’istanza di modifica in autotutela al parere negativo della Commissione che non citava nemmeno le normative applicate, mentre per converso abbiamo evidenziato tutte le normative e autorizzazioni che avevano permesso l’attività di Montalto con piena conformità normativa dal 2003 a tutt’oggi e non senza requisiti come è stato scritto. L’ulteriore diniego anche a questa istanza è rimasto parimenti senza motivo normativo esplicitato. Infine, se ci siamo impegnati senza un attimo di posa in questi due anni per la nuova struttura, nondimeno abbiamo fatto con la vecchia, sulla quale, tra il 2008 ed il 2018 abbiamo investito oltre 1,4 milioni».
«La Commissione non crede che ce la faremo per luglio a terminare la costruzione. Noi sì. Per questo il cda ha deliberato lo stesso l’assegnazione alla ditta e l’inizio dei lavori, a fronte della notizia della proposta di chiusura. Ci auguriamo che la controversia su un periodo di 8 mesi di attività non vada a pregiudicare i rapporti ultradecennali sempre corretti, rispettosi e responsabili che la Stella Maris ha tenuto verso Usl e Regione. Consentire di proseguire le attività per gli otto mesi suppletivi necessari è una decisione di buon senso: i nostri ragazzi non devono subire il trauma di essere allontanati dalla loro casa ed il personale non deve andare incontro ad inutili sofferenze familiari». —
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