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Raddoppiano i posti auto all’ospedale grazie alla Rems
Il consiglio comunale adotta la variante al regolamento urbanistico per avviare la costruzione dell’edificio e costruire un nuovo parcheggio
VOLTERRA. Raddoppia il parcheggio dell’ospedale di Volterra. È il primo effetto dell’operazione per la nuova Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems). Con l’adozione della variante al regolamento urbanistico da parte del consiglio comunale, è stata messa la prima pietra di un procedimento lungo, ma che porterà a Volterra un centro in grado anche di creare decine di posti di lavoro.
Il primo passo sarà l’abbattimento del padiglione Livi, al cui posto sarà realizzato, appunto, il parcheggio da circa duecento posti auto. E nell’attuale area di sosta, da poco più di cento posti auto, sorgerà la nuova Rems. Un progetto gestito da Regione Toscana e Asl, ma che ha bisogno anche del supporto burocratico del Comune di Volterra. Da qui il passaggio in consiglio comunale del progetto preliminare.
Ma l’adozione della variante al regolamento urbanistico è anche un elemento da inserire nella discussione politica in corso. Quindici giorni fa, il gruppo consiliare di opposizione “Per Volterra” aveva ripreso perplessità della Uil Fpl «su alcuni scenari inaccettabili emersi in sede di tavolo tecnico interistituzionale legge 81/2014. Riemerge l’ipotesi di non procedere con la realizzazione della struttura definitiva della nuova Rems». Uno scenario negativo, se realistico, per Volterra. Ma con l’atto approvato in consiglio comunale, il sindaco Giacomo Santi ritiene di aver fornito le risposte agli avversari politici: «È la dimostrazione che la Rems a Volterra si farà. Raddoppiare i posti auto per l’ospedale è già una buona notizia. Ma anche procedere con gli aspetti burocratici per arrivare all’affidamento dei lavori per la costruzione della nuova Rms è un segnale della volontà di arrivare fino in fondo a questo importante progetto per la città».
La Rems, tra l’altro, promette di essere un’operazione di grande pregio dal punto di vista architettonico e concettuale. «Questo progetto è un’occasione preziosa per impostare un nuovo modello di Rems non massificante, istituzionalizzato e punitivo, come le corsie ospedaliere o i reparti carcerari, ma una casa dell’accoglienza – si legge nella relazione di riqualificazione dell’area ospedaliera di San Lazzero –. Per questo il progetto si basa sui principi di riabilitazione e di domesticità. Sono state evitate soluzioni architettoniche autoritarie, prepotenti e coercitive. Al contrario, abbiamo cercato di dare l’idea della casa, della camera propria, anche personalizzabile, del gruppo di casolari, che favorisce l’autonomia, la privacy, ma anche relazione e di socializzazione. Così è nato un impianto in cui alcune case, tratte proprio dai linguaggi e dai principi insediativi del paesaggio circostante - per rinsaldare l’inserimento paesaggistico - guardano verso il panorama e si adattano dolcemente sul pendio e si innestano su un corpo a piastra col tetto verde che pare la continuazione della collina soprastante, per raggiungere il massimo grado dell’inserimento paesaggistico». —
A.Q.
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