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Nardini striglia il Pd cascinese «Basta coi protagonismi»

Nardini striglia il Pd cascinese «Basta coi protagonismi»

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CASCINA. A circa un anno dalle elezioni amministrative il Pd di Cascina è di nuovo diviso al suo interno. Condizione questa che, come è noto, aveva condizionato il risultato delle ultime amministrative dove Lega e centrodestra vinsero per 101 voti. La lezione, se così si può definire, non pare avere insegnato molto al centrosinistra e in particolare al Pd. Gli appetiti dei singoli sono già in movimento e il giovane capogruppo consiliare Francesco Bertelli, considerato uno dei possibili candidati a sindaco, è stato la prima vittima del fuoco amico. Si è dimesso dal capogruppo e da ogni ruolo interno al Pd in seguito al trattamento che ha ricevuto da esponenti della vecchia guardia, già coinvolti nelle amministrazioni del passato.

Alessandra Nardini, consigliera regionale Pd, rivolge un appello all’unità. «Ci sono cascinesi preoccupati che la loro città possa restare alla destra», comincia la consigliera attaccando Susanna Ceccardi, «per aver usato Cascina come trampolino di lancio».

Cascina, poi, ha un valore simbolico «che non possiamo trascurare: è il primo importante Comune storicamente progressista ad aver aperto, in Toscana e nella nostra provincia, la stagione delle sconfitte sotto il vento leghista». La medicina? Fare fronte comune.

«Senza riaprire vecchie ferite non possiamo ignorare che, tre anni fa, Cascina non l'ha vinta la Lega: l'abbiamo persa noi. Abbiamo il dovere morale e politico di non commettere gli stessi errori e, come Partito Democratico, abbiamo in questa partita una responsabilità ancora maggiore degli altri. Non partiamo dal fondo, dai nomi: non è questo il tempo di ambizioni personali e protagonismi, di vecchie e di nuove rivincite; non è certo tempo di divisioni. Costruiamo, sul campo dei valori e dei progetti, un fronte aperto e plurale di centrosinistra, politico e civico. Apriamoci alle energie migliori della società cascinese senza rendite di posizione da salvaguardare». Secondo Nardini, serve un percorso che porti a individuare il profilo della donna o dell'uomo che dovrà guidare il Comune e sarà una proposta di tutte e di tutti. «Il più grande partito del centrosinistra deve essere all'altezza del compito che questo ci assegna, adoperandosi per organizzare un campo più largo, competitivo e vincente». —

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di Redazione web