Il Tirreno

Pontedera

Rubano oro e soldi a un’anziana con la scusa dell’acqua inquinata

Nilo Di Modica
Una veduta di via del Bosco a Santa Croce
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Una veduta di via del Bosco a Santa Croce

Truffa a Santa Croce. Due falsi tecnici hanno convinto la donna che c’era un rischio contaminazione: «Possibile esplosione, contanti e gioielli si rovineranno». E fuggono col bottino

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SANTA CROCE. Nuovo triste episodio nella sequela di truffe agli anziani di questa estate. A farne le spese, stavolta, una signora residente nella zona di via del Bosco a Santa Croce, presa di mira da tre malviventi martedì mattina (23 luglio) con il vecchio trucco dell’acqua contaminata. In due, con delle divise, si sono presentati davanti a casa e hanno suonato al campanello mentre l’anziana signora, ottantenne che vive nell’abitazione con la figlia ed il genero, era rimasta sola intorno alle 11.

«Quasi sicuramente ce n’era un terzo, che li aspettava fuori dall’abitazione dentro la macchina – racconta la figlia, ancora scossa da quanto avvenuto. – Ne sono sicura perché li abbiamo quasi incrociati per la strada mentre si allontanavano dalla casa, come se qualcuno li avesse avvertiti che stavamo parcheggiando ed eravamo di ritorno».

Con fare professionale i due si sono presentati come tecnici dell’acquedotto ed hanno convinto la signora a farsi aprire la porta per poter effettuare un controllo delle tubature. «Non siamo ben riusciti a capire che tipo di storia si sono inventati – continua la figlia dell’anziana truffata. – Hanno raccontato a mia madre che c’era un rischio contaminazione delle acque ed era necessario effettuare un controllo, una volta entrati sulle prime hanno fatto finta di controllare il rubinetto, ma subito hanno cominciato a parlare di un rischio contaminazione e di un non ben precisato rischio esplosione».

È a questo punto che i due hanno cominciato a parlare del denaro presente in casa e dell’oro, che si sarebbe potuto irrimediabilmente contaminare. «Non sappiamo come, ma l’hanno convinta a tirare fuori gioielli e contanti dicendole che anche questi ultimi rischiavano di macchiarsi irrimediabilmente e la banca non li avrebbe presi per buoni – continua nel racconto la figlia. – A quel punto è stato facile prendere la porta e andarsene con soldi e oro, peraltro, guarda caso, proprio nello stesso istante in cui noi stavamo tornando e parcheggiavamo la macchina nei pressi dell’abitazione». Il colpo, sul quale adesso stanno indagando anche i carabinieri, è fruttato alla fine alcune catenine in oro e circa 700 euro in contanti. Solo l’ultima di una serie di truffe che in questo mese hanno funestato l’estate di numerosi anziani del circondario finiti nella trappola.

I due, stando alle descrizioni, erano giovani e italiani. «Purtroppo ci sono persone senza scrupoli che si approfittano della buona fede – conclude la figlia. – Spero che questa vicenda serva anche ad altri per mettere i propri cari sull’attenti, a non aprire le abitazioni a persone che non si conoscono, che ormai non c’è più da fidarsi di nessuno». —


 

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